Gli ultimi mondiali in USA, Canada e Messico lo hanno confermato: il presidente della FIFA Gianni Infantino è l’uomo più potente del calcio e questo suo status potrebbe presto dar vita a qualcosa di clamoroso. Il numero uno della Federazione ha confermato un progetto che prevede la vendita di quote della Coppa del Mondo a investitori privati, un’operazione che potrebbe fruttare cifre astronomiche e cambiare per sempre la natura del torneo più seguito al pianeta.
Secondo quanto rivelato dal Times e successivamente confermato dalla stessa FIFA, l’organizzazione guidata da Infantino è pronta a cedere una quota di minoranza, pari a circa 4,2 miliardi di dollari, di una nuova società commerciale denominata Fifa Forward Enterprise. Il valore complessivo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi di dollari, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i finanziamenti destinati allo sviluppo del calcio a livello globale fino a oltre 10 miliardi di dollari.

La FIFA manterrebbe il controllo esclusivo della nuova società, che riunirebbe le attività commerciali e l’organizzazione degli eventi, compresi i diritti televisivi, le sponsorizzazioni, la biglietteria e le licenze relative ai Mondiali. Secondo il piano presentato, ogni una delle 211 federazioni affiliate riceverebbe una quota azionaria da 20 milioni di dollari, con la possibilità di mantenerla o venderla sul mercato.
Tra gli investitori interessati all’operazione, secondo le fonti giornalistiche internazionali, figurerebbe Josh Kushner, fratello di Jared Kushner, genero dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L’aspetto più dirompente del progetto riguarda le possibili conseguenze sul format della competizione. Una volta che investitori privati entreranno nella gestione del Mondiale, la pressione per massimizzare i profitti potrebbe portare a modifiche sostanziali, tra cui la riduzione della frequenza del torneo da quattro a due o tre anni. Una prospettiva che stravolgerebbe oltre un secolo di tradizione calcistica.
La reazione dell’Uefa non si è fatta attendere ed è stata durissima. In una nota ufficiale, la confederazione europea ha bocciato senza appello l’iniziativa:
“Questa operazione supera una linea che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai oltrepassare. L’anima e la governance del calcio non sono beni da negoziare, soprattutto in assenza di qualsiasi trasparenza su chi ne ricaverebbe un vantaggio finanziario. Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non appartiene alla FIFA e non spetta alla FIFA venderlo“.
Secondo quanto riportato da Sky Sport, diverse nazioni europee starebbero valutando l’ipotesi estrema di boicottare i prossimi Mondiali qualora il piano di Infantino dovesse essere approvato. Una riunione d’emergenza in modalità virtuale è prevista nei prossimi giorni per discutere le azioni da intraprendere contro il tentativo di privatizzazione.
Il presidente della FIFA, il cui mandato è stato prorogato fino al 2031, secondo indiscrezioni di stampa potrebbe diventare amministratore delegato della nuova società al termine del suo incarico presidenziale, con uno stipendio stimato intorno ai 64 milioni di dollari annui, cifra paragonabile a quella del commissioner della National Football League americana.
Per dare seguito al progetto, Infantino ha bisogno del voto favorevole delle federazioni affiliate. La strategia per convincerle passa attraverso la distribuzione dei 20 milioni di dollari in azioni a ciascuna nazionale, una somma che potrebbe risultare particolarmente allettante per le federazioni meno ricche, con il rischio concreto che alcune di esse decidano di vendere le proprie quote a scopo di lucro, consegnando di fatto la gestione della Coppa del Mondo a fondi di investimento privati.
