Quando a parlare di calcio è una delle testate più autorevoli del pianeta, anche una maglia può diventare un caso internazionale. Il New York Times ha dedicato un’analisi alle divise di questa stagione e ha assegnato il punteggio pieno a una sola squadra: la Roma.
Il verdetto arriva da un confronto con nomi pesantissimi. Nella rassegna del quotidiano americano sono finiti i kit di Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, club che ogni anno dettano il passo anche in fatto di moda e merchandising. Nessuno di loro ha convinto quanto i giallorossi.
A colpire i critici non è stata la tradizionale divisa casalinga, ma la seconda maglia: bianca, con una banda orizzontale giallorossa e lo storico stemma del 1938. Per il giornale, creare una maglia da trasferta che abbia carattere e sia subito riconoscibile come della Roma è tutt’altro che semplice. Qui, secondo la recensione, l’impresa è riuscita. L’elogio entra nei dettagli: il Times promuove il doppio cinturino sul petto, il colletto e soprattutto lo sfondo dal tono leggermente avorio, che smorza i colori brillanti e li rende eleganti anziché aggressivi. Il commento si chiude con un invito che i tifosi romanisti hanno già fatto proprio: assegnare subito lo Scudetto alla Roma.

L’estetica ha una radice culturale precisa. Presentando la maglia in estate, Adidas aveva spiegato di voler richiamare lealtà, tradizione e senso del dovere attraverso la virtù romana della Pietas, un concetto che per gli antichi romani univa rispetto, devozione e responsabilità verso la comunità. Il richiamo più emozionante, però, è nascosto sul retro del collo. Lì compare la scritta Roma chiamò, citazione dell’inno di Campo Testaccio, lo storico stadio dove la squadra giocò per anni. Un dettaglio che il tifoso nota solo avvicinandosi, e che trasforma un capo sportivo in un omaggio alla memoria del club.
Va chiarito un punto: il riconoscimento riguarda il design, non la classifica. Lo Scudetto, ovviamente, si assegna sul campo e non sulle pagine di un giornale. Ma in un’epoca in cui l’identità visiva di un club conta quanto un risultato, un attestato così, dal quotidiano più letto d’America, vale come una vetrina globale. Per la Roma, che ha una fanbase appassionata anche oltreoceano, può tradursi in visibilità e orgoglio. I tifosi, dal canto loro, non hanno bisogno di conferme: sui social la seconda maglia è già un piccolo culto. Ora ha anche il timbro di approvazione di Manhattan.
Resta da vedere se l’effetto Times si farà sentire anche sul rettangolo verde. Intanto, a Trigoria e dintorni, il sorriso è garantito: per una volta, la Roma ha vinto senza nemmeno scendere in campo.
