Un’altra sfida si aggiunge al weekend di Formula 1 in Malesia: il caldo. A poche ore dall’inizio delle attività in pista, la FIA ha dichiarato l’Heat Hazard per il Gran Premio che si corre a Sepang, mantenendo il nome di GP del Bahrain, cancellato nel Paese a causa del conflitto in Medio Oriente. Il circuito malese manca dal calendario dal 2018, e il clima promette di rendere il ritorno ancora più impegnativo.
La decisione arriva dopo la previsione del Servizio Meteorologico ufficiale, che indica per la gara di domenica un indice di calore superiore ai 31 gradi. Le temperature reali si aggireranno intorno ai 32-33 gradi, ma a preoccupare è soprattutto l’umidità, attesa oltre l’80%. Il risultato è un’afa che pesa sul fisico dei piloti più di quanto dica il termometro. A complicare il quadro c’è la minaccia costante della pioggia, che potrebbe mescolare le carte in qualsiasi momento.
L’allerta si basa sull’articolo B1.5.10 del regolamento sportivo 2026. Si tratta di una procedura nata dopo il Gran Premio del Qatar 2023, quando diversi piloti accusarono malori e spossatezza a causa delle condizioni estreme. Un provvedimento analogo era già scattato quest’anno in Austria e a Monza.
@saysdotcom THE F1 DRIVERS ARE STARTING TO SAMPAIIII! 🏁 Kimi Antonelli touched down in KL earlier this morning, 28 September, just few days before the upcoming Bahrain Grand Prix. Fans also saw Gabriel Bortoletto and Oscar Piatri at the airport. @kimi.antonelli jom lets makan nasi lemak <3 🎥: @amirazril_ (Threads) #SAYSnews
La misura principale riguarda il Driver Cooling System. Tutte le squadre devono montare sulla monoposto l’impianto che fa circolare liquido refrigerante in un gilet speciale indossato dal pilota. Una rete di tubicini avvolge il busto e aiuta a tenere sotto controllo la temperatura corporea, riducendo il rischio di cali di concentrazione dovuti alla disidratazione. Il sistema, però, non è obbligatorio per chi guida: ogni pilota può decidere liberamente se utilizzarlo o no.
C’è però una condizione. Chi rinuncia al gilet rischia di avere un vantaggio di peso, e per evitarlo il regolamento impone alla squadra di compensare con una zavorra di circa mezzo chilo da installare nell’abitacolo. Così nessuno può guadagnare prestazioni a scapito della propria sicurezza.
I numeri spiegano perché la FIA non voglia correre rischi. Con una temperatura dell’aria sopra i 30 gradi, nell’abitacolo si possono toccare i 50, e un pilota può perdere fino a 3 chili di liquidi nel corso di una gara. Fernando Alonso, che a Sepang ha vinto tre volte, ha definito questo appuntamento uno dei più duri fisicamente del calendario, e la sua esperienza è un’eccezione, perché molti piloti attuali non hanno mai corso qui in Formula 1.
Per questo motivo gran parte del gruppo è arrivato in Malesia con giorni di anticipo, per adattarsi a fuso orario e clima. Preparazione atletica, idratazione e gestione dello sforzo diventano fattori decisivi quanto l’assetto della macchina. Domenica la gara potrebbe decidersi anche in base a chi saprà soffrire meglio tra caldo, umidità e un eventuale acquazzone.
