Inghilterra-Argentina in programma questa sera, alle 21.00 ad Atlanta, è stata classificata come la partita a più alto rischio dell’intero Mondiale 2026. Per la semifinale è stato predisposto un imponente piano di sicurezza, con un rafforzamento delle forze dell’ordine e misure speciali per limitare il rischio di incidenti tra le tifoserie. La rivalità, infatti, è storica e politica prima ancora che sportiva.
Le autorità hanno annunciato controlli più severi dentro e fuori dallo stadio, con un elevato numero di agenti schierati nelle aree più frequentate della città. Per questa partita sono stati previsti anche ingressi differenziati per i tifosi delle due nazionali, una misura adottata per ridurre il più possibile i contatti tra le due tifoserie nelle fasi di accesso all’impianto. Sono inoltre vietati striscioni e messaggi di carattere politico o ritenuti provocatori.
Ma perché una semplice partita di calcio richiede un livello di attenzione così elevato? La risposta si trova nelle isole Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini. L’arcipelago, situato nell’Atlantico meridionale, è al centro di una disputa che dura da quasi due secoli. Nel 1833 il Regno Unito ne assunse il controllo, una decisione che l’Argentina non ha mai riconosciuto, sostenendo che quelle isole facciano parte del proprio territorio nazionale. Ancora oggi Londra amministra le Falkland come territorio d’oltremare britannico, mentre Buenos Aires continua a rivendicarne la sovranità.
Il momento di maggiore tensione arrivò nel 1982, quando la giunta militare argentina ordinò l’occupazione delle isole. Il Regno Unito rispose inviando una task force militare e il conflitto si concluse dopo poco più di due mesi con la riconquista britannica dell’arcipelago. La guerra provocò la morte di oltre 900 persone tra militari britannici e argentini e lasciò una ferita profonda nella memoria collettiva dei due Paesi.
Quattro anni più tardi quella tensione si trasferì sul campo da calcio. Ai Mondiali del 1986, in Messico, Argentina e Inghilterra si affrontarono nei quarti di finale in una delle partite più celebri della storia. Diego Armando Maradona segnò prima il gol passato alla storia come la “Mano de Dios”, realizzato con un tocco di mano non visto dall’arbitro, e pochi minuti dopo firmò quello che molti considerano ancora oggi il “Gol del Secolo”, dopo aver superato in dribbling gran parte della difesa inglese. Da allora quella sfida è diventata il simbolo della rivalità calcistica tra le due nazionali.

Negli anni successivi non sono mancati altri episodi destinati ad alimentare il confronto, dal cartellino rosso rimediato da David Beckham ai Mondiali del 1998 fino ai cori e agli slogan che ancora oggi richiamano le Malvinas durante le sfide tra le due selezioni. Proprio nei giorni precedenti alla semifinale del Mondiale 2026 alcune iniziative dei tifosi argentini hanno riportato il tema al centro dell’attenzione, spingendo le autorità e la FIFA a rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza. È anche per questo motivo che Inghilterra-Argentina viene considerata molto più di una semifinale.
