Un’indagine denominata “Doppia Curva” ha scoperchiato una realtà inquietante all’interno delle tifoserie organizzate di Inter e Milan. Il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Rossana Mongiardo, ha condannato i capi ultras di entrambe le squadre, Luca Lucci e Andrea Beretta, a dieci anni di carcere ciascuno. L’inchiesta ha rivelato come la Curva Nord dell’Inter fosse influenzata da una “protezione di matrice mafiosa”, mettendo la società in uno stato di “sudditanza”. Questo ha permesso ai leader di beneficiare di agevolazioni, seppure contro la loro volontà.
Dall’altra parte, la curva del Milan ha ottenuto guadagni illeciti superiori a 100mila euro annui, sfruttando attività come la “rivendita dei biglietti”. Le motivazioni della sentenza dettagliano le accuse, che spaziano dall’omicidio di Antonio Bellocco nel 2024 a un tentato omicidio avvenuto sei anni prima. Le due curve, secondo l’accusa, avrebbero stipulato un patto per affari illeciti, con la curva dell’Inter aggravata da rapporti con la ‘ndrangheta.
La situazione per l’Inter è stata particolarmente delicata, con la società che si è trovata in una posizione di debolezza nei confronti degli esponenti della Curva Nord. Figure come Paolo Bordogna, Nicola Ranieri, Paolo Gandinelli e Claudio Sala sono state identificate come “maggiormente coinvolte” in questi rapporti di sudditanza. Nonostante le accuse serie, nessuno di loro è stato indagato. Sia l’Inter che il Milan, insieme alla Lega Serie A, si sono costituite parte civile nel processo, ricevendo risarcimenti per i danni subiti.
Le due squadre, sotto il controllo della procura di Milano, stanno lavorando per interrompere i legami con queste frange estreme delle tifoserie.





