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    Home»Storie»Ken Loach compie 90 anni: il legame con Eric Cantona e la battaglia per San Siro che non tutti ricordano
    Storie

    Ken Loach compie 90 anni: il legame con Eric Cantona e la battaglia per San Siro che non tutti ricordano

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino17 Giugno 2026 11:00Nessun commento3 Mins Read
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    Ken Loach ed Eric Cantona
    Ken Loach ed Eric Cantona - Bim
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    Ken Loach compie 90 anni. Nato il 17 giugno 1936 a Nuneaton, è uno dei pochi registi ad aver raccontato le piccole e grandi tragedie della società con uno sguardo fortemente politico, anzi militante, ma con tantissima umanità. Basti pensare a un film come Il mio amico Eric (Looking for Eric, 2009) in cui è riuscito a parlare della depressione di un postino di Manchester, utilizzando Eric Cantona come grimaldello emotivo e facendone una sorta di mental coach sui generis: appassionato, gentile, umano.

    Tutto iniziò con la telefonata di un produttore cinematografico francese che contattò Ken Loach spiegandogli che Eric Cantona aveva un’idea per un film e sperava che il regista britannico potesse essere interessato a realizzarlo. Loach non se lo fece dire due volte. Nel cinema non è mai stato intimorito da nessuno, ma il calcio era un’altra cosa. E Cantona era straordinario. Così, Loach e Paul Laverty incontrarono a Cannes l’ex stella dello United e nacque la storia di Eric Bishop, un uomo devastato dalla vita che ritrovava forza seguendo l’ispirazione del suo idolo.

    E che Loach e Cantona siano in realtà molto simili lo dimostra il fatto che, nel film, il francese racconta il suo momento più memorabile nel calcio, facendo eco a quello che pensa il regista: non un gol, ma un passaggio che ha permesso a un compagno di squadra di segnare. “Devi sempre fidarti dei tuoi compagni di squadra“, disse Cantona.

    Loach non ha mai amato la deriva economica del calcio mondiale e non ha mai fatto mistero di detestare le grandi corporation che hanno in mano le principali squadre inglesi e non solo: il calcio, per lui, continua a essere un gruppo di persone che si uniscono in solidarietà e amicizia.

    E i tifosi di calcio amano i luoghi dove la propria passione è celebrata. Per questo non è stato così assurdo che Loach abbia detto la sua sulla possibile demolizione dello stadio Meazza di Milano.

    In una lettera inviata alla studiosa di politiche urbane e giornalista Lucia Tozzi, ha spiegato:

    “È difficile credere che lo stadio di San Siro sia in pericolo. È uno dei più grandi e storici stadi di calcio al mondo, rispettato dai tifosi di tutto il mondo. L’idea della sua distruzione è sconvolgente e non si deve permettere che accada.

    Il calcio è sempre stato uno sport popolare e le grandi squadre sono sostenute dai loro fedeli sostenitori lo sanno bene. L’atmosfera che i tifosi creano negli stadi più grandi, come San Siro, può essere stimolante ed esaltante. Quando la capienza viene ridotta e i prezzi dei biglietti aumentano, molti tifosi della classe operaia e popolare saranno esclusi.

    Il loro appassionato sostegno andrà perso e la dinamica del rapporto speciale con la squadra verrà indebolita. Chiunque capisca e si interessi di calcio. Confidiamo tutti che i milanesi, appassionati di calcio, non permetteranno che questa distruzione si verifichi“.

    Per Ken Loach, insomma, il calcio non è solo uno sport.

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    Francesca Fiorentino
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    Giornalista professionista, podcaster e voice talent, si laurea nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi su Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre innamorata del calcio, per 10 anni lavora in radio dove si occupa prevalentemente di sport, spettacoli e cultura, prima di approdare al web, nel 2010. Dal 2018 produce e realizza podcast di approfondimento su cinema, serie TV, cultura e lifestyle, dedicandosi anche all'insegnamento del podcasting.

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