Una polemica politica ha scosso il calcio tedesco alla vigilia della partita di Nations League tra Germania e Serbia. Jürgen Klopp, commissario tecnico della Germania dallo scorso luglio, ha reagito con disgusto alle critiche mosse da esponenti del partito di estrema destra Alternativa per la Germania sulla composizione etnica della sua squadra nazionale.
Durante la conferenza stampa a Monaco di Baviera, al tecnico è stato chiesto di commentare alcuni post sui social media che mettevano in discussione se la nazionale tedesca fosse abbastanza bianca. La risposta di Klopp è stata netta e senza appello: “Non c’è assolutamente alcun motivo per dare retta a queste persone. Non sentirete la mia opinione al riguardo. Nella vita di tutti i giorni ho poco tempo per le idiozie, e ancora meno sui social media“.
Aggiungendo: “Dalla mia prospettiva di atleta, vorrei che la bandiera tedesca fosse sventolata senza che nessuno dicesse ‘Cosa non va in te?’. Non voglio lasciare l’orgoglio nazionale alle persone sbagliate“.
Le polemiche erano esplose dopo la sconfitta per 1-0 contro la Grecia della scorsa settimana, la prima volta nella storia che la nazionale ellenica batteva la Germania. Kay Gottschalk, vice leader dell’AfD, aveva pubblicato sui social un confronto tra la squadra della Germania Ovest campione del mondo nel 1990, composta esclusivamente da giocatori bianchi, e la formazione schierata da Klopp contro la Grecia ad Augusta, che includeva otto giocatori neri.
Il politico dell’estrema destra aveva accompagnato il post con un commento dal chiaro sapore razzista: “Certe virtù e lo spirito di squadra sono valori culturali che si sviluppano nel corso dei secoli e sono plasmati da esperienze storiche condivise“. Un messaggio che riecheggia le posizioni xenofobe che l’AfD, il più grande partito di opposizione nel Bundestag, ha espresso ripetutamente negli ultimi anni.
Non è la prima volta che la nazionale tedesca finisce nel mirino dell’estrema destra. Dieci anni fa Beatrix von Storch, già allora ai vertici dell’AfD, aveva sollevato critiche simili sulla composizione della squadra. Due anni fa, prima dell’Europeo disputato in Germania, Björn Höcke, altro esponente di spicco del partito, aveva attaccato la nazionale per la sua solidarietà con le comunità LGBTQI, dichiarando di non potersi più identificare con una squadra che “trasudava ideologia arcobaleno“.
Klopp ha definito le affermazioni come “completa assurdità” e ha sottolineato che il mondo potrebbe imparare molto da uno spogliatoio sportivo, dove “tutti sono rispettati in base ai fatti e non screditati in base a false opinioni“. Il tecnico ha inoltre dichiarato che i giocatori che ha riunito nel ritiro della nazionale, inclusi diversi con background migratorio, “”non potrebbero essere più uniti di quanto siano”.
Durante la conferenza stampa, Klopp ha lanciato anche un messaggio politico più ampio, senza mai nominare direttamente l’AfD. Indossando un berretto con i colori della bandiera tedesca e la scritta “Uno di 83 milioni”, in riferimento alla popolazione del Paese, ha sottolineato: “Si può essere orgogliosi di essere tedeschi restando aperti e gentili“. Un chiaro segnale della volontà di non lasciare l’orgoglio nazionale nelle mani della retorica dell’estrema destra.
