Il nuovo corso della Nazionale italiana di calcio con Roberto Mancini come commissario tecnico e Claudio Ranieri come direttore tecnico si apre con una controversia inaspettata. Per ottenere le immagini della conferenza stampa di presentazione dei due tecnici, le testate giornalistiche devono versare alla FIGC 500 euro più Iva, cifra che sale a 1.200 euro più Iva per le agenzie di stampa.
La decisione ha scatenato immediate proteste da parte delle principali associazioni di categoria. L’Associazione Stampa Romana ha denunciato quella che definisce una limitazione del diritto di cronaca, sottolineando come il nuovo corso della Nazionale inizi con la vecchia pessima abitudine di ostacolare il lavoro degli operatori dell’informazione. L’associazione ha chiesto alla Federazione di garantire le migliori condizioni di lavoro e l’accesso diretto delle telecamere alle conferenze stampa.
Anche l’Unione Stampa Sportiva Italiana ha espresso perplessità sulla richiesta di un corrispettivo economico per la diffusione delle immagini. Dopo aver chiesto chiarimenti alla Figc, l’Ussi ha ricevuto una risposta dall’Ufficio Comunicazione della Federazione che ha precisato come la centralizzazione della produzione delle immagini sia una prassi già adottata in occasione delle conferenze di presentazione di Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso, oltre che per gli incontri con i media a Coverciano.
Secondo la FIGC, questa procedura è in vigore dal 2020 e prevede la messa a disposizione del segnale televisivo a fronte del pagamento di un costo tecnico necessario per coprire le spese di produzione. La Federazione ha inoltre precisato che l’accredito dei giornalisti e l’accesso alla sala stampa, con la possibilità di porre domande, restano gratuiti fino a esaurimento dei posti disponibili.

La spiegazione della FIGC non ha tuttavia convinto l’Ussi, che ha replicato evidenziando come gli aspetti economici della distribuzione delle immagini siano di competenza dell’area Diritti e Produzione e non dell’Ufficio Comunicazione. L’associazione ha sottolineato che questa scelta appare in controtendenza rispetto a quanto avviene in numerose società professionistiche, dove le immagini delle conferenze stampa vengono rese disponibili gratuitamente ai media attraverso i canali ufficiali.
L’Unione Stampa Sportiva ha auspicato l’apertura di un confronto con la Federcalcio per individuare una soluzione diversa, considerando che la Nazionale rappresenta un patrimonio dell’intero Paese e che la più ampia diffusione dell’informazione è nell’interesse dei media, dei tifosi e di tutti gli appassionati di calcio.
Sulla questione è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, che ha espresso la sua contrarietà alle limitazioni. Durante la presentazione di una campagna di comunicazione istituzionale, Barachini ha dichiarato che le conferenze stampa devono essere sempre aperte a tutti e che la libertà dei giornalisti di raccontare eventi di grande interesse nazionale è doverosa e deve rimanere libera. Ha ammesso che può essere necessario registrare in anticipo chi vuole partecipare, come avviene a Palazzo Chigi, ma ha ribadito la sua chiara opposizione alle limitazioni.
