Sembrava tutto fatto, poi è scoppiata una gigantesca polemica politica e ora il passaggio di Andrea Pirlo in Nazionale può saltare. La sua nomina come nuovo commissario tecnico degli azzurri, fortemente voluta da Paolo Maldini e Leonardo dopo il no di Guardiola, si è improvvisamente complicata fino a mettere a rischio l’intera operazione. Al centro della bufera c’è la partnership di Pirlo con Fonbet, il colosso russo delle scommesse di cui l’ex regista è diventato ambassador internazionale, con notevoli interessi dell’oligarca Sergey Lomakin, presidente dell’United FC di Dubai attualmente allenato proprio da Pirlo.
Andriy Shevchenko, ex compagno di squadra ai tempi del Milan e oggi presidente della Federcalcio ucraina non ha nascosto la propria amarezza per il comportamento di Pirlo e di altri volti noti del calcio italiano, tra cui Francesco Totti e Marco Materazzi, che hanno partecipato a eventi e promozioni in Russia.
“Ho parlato direttamente con molti di loro e ho espresso chiaramente la mia contrarietà e la posizione dell’Ucraina. Condanno ciò che hanno fatto. Le persone capiscono, ma hanno preso comunque questa decisione. Io ho espresso il mio disappunto, loro lo sanno. Dovranno conviverci, è una loro scelta. Per ora è tutto in pausa. Mi ha ferito“.

Dal ritiro dell’United FC a Geinberg, in Austria, dove Pirlo è impegnato oggi in un’amichevole contro il Salisburgo, il tecnico bresciano sembra molto turbato. Anche perché, dopo aver dato il suo ok con entusiasmo alla proposta di Maldini e Leonardo, deve fronteggiare il possibile dietro front del presidente della Figc Giovanni Malagò, che avrebbe preso tempo.
Le condizioni per avviare la trattativa finale con la Federazione prevedono che Pirlo si liberi dall’United FC e dai legami con lo scomodo sponsor, passaggi che a quanto pare si stanno svolgendo con estrema lentezza.
A complicare ulteriormente il quadro c’è una questione delicata legata ai figli di Pirlo e Maldini, che hanno avviato una carriera da procuratori. Nicolò Pirlo si occupa di intermediazione e scouting per la società You First, che cura gli interessi di molti giocatori. Anche Christian Maldini ha intrapreso quella strada e lavora nell’agenzia GR Sports di Giuseppe Riso, che gestisce moltissimi calciatori di interesse della nazionale.
Nel 2016, quando Marcello Lippi, fu contattato dal presidente Tavecchio per diventare direttore tecnico con Gian Piero Ventura in panchina, l’ex CT fece un passo indietro per non compromettere la carriera del figlio Davide. Esiste, infatti, una norma federale sul conflitto di interesse e l’incompatibilità tra i ruoli in Figc e i parenti agenti. In questo caso la questione è ridimensionata dal fatto che i giovani Pirlo e Maldini non hanno ancora dato l’esame e non sono iscritti all’albo dei procuratori, ma per questioni di opportunità potrebbero dover comunque fare un passo indietro. Martedì, durante il Consiglio federale, qualcuno potrebbe chiedere un chiarimento a Malagò.
