Max Verstappen torna a vincere in Formula 1 dopo 301 giorni di digiuno, conquistando un Gran Premio del Bahrain disputato eccezionalmente a Sepang, in Malesia, che passerà alla storia come uno dei più caotici e imprevedibili della stagione. L’olandese della Red Bull ha dominato una gara partita con oltre novanta minuti di ritardo rispetto all’orario stabilito, segnando la sua 72esima vittoria in carriera e la prima del 2026.
Sul podio insieme a Verstappen sono saliti Kimi Antonelli, secondo con la Mercedes, e Lewis Hamilton, autore di una straordinaria rimonta dalla 17esima alla terza posizione con la Ferrari. Quarto ha concluso Charles Leclerc con l’altra rossa, seguito dalla Red Bull di Isack Hadjar e dalla McLaren di Oscar Piastri. Ma il risultato più significativo per la classifica mondiale è stato il ritiro di George Russell per problemi tecnici, che ha permesso ad Antonelli di portarsi a 84 punti di vantaggio sul britannico con sole sette gare da disputare.
La giornata è iniziata nel peggiore dei modi quando un violento temporale tropicale si è abbattuto sul circuito di Sepang proprio mentre i piloti si preparavano a schierarsi sulla griglia di partenza. Le condizioni meteo hanno costretto la direzione gara a rinviare il via di quaranta minuti, ma i problemi erano appena cominciati. Durante il giro di formazione, numerosi piloti hanno segnalato via radio malfunzionamenti alle loro monoposto, con difficoltà di accelerazione e risposte anomale da parte delle power unit.
L’origine del problema è stata individuata in bug del software di gestione delle vetture, causati dalla pioggia battente che non si vedeva in Malesia dall’inizio della stagione. Charles Leclerc è stato tra i più critici sulla situazione, dichiarando via radio: “Se qualcosa di brutto succede a una macchina mentre si trova in rettilineo, con la visibilità limitata che abbiamo per la pioggia, allora siamo semplicemente dei passeggeri“. La Federazione ha quindi deciso di fermare tutto per ulteriori quaranta minuti, necessari per valutare le criticità e garantire la sicurezza dei piloti.
Quando finalmente la gara è potuta partire alle ore 16.33 locali, le 10.33 italiane, la pista presentava ancora condizioni di asciutto parziale che hanno costretto i team a scelte strategiche decisive. Chi ha optato per le gomme intermedie ha avuto ragione, mentre le squadre che hanno scelto mescole da asciutto hanno pagato caro l’errore. Disastrosa la partenza delle due Ferrari, entrambe con gomme morbide soft, con Hamilton e Leclerc scivolati fuori dalla zona punti e costretti a ricostruire completamente la loro gara.
Il poleman Max Verstappen non ha avuto la partenza perfetta, scivolando in terza posizione a causa di un pattinamento, superato da Kimi Antonelli e da un brillante George Russell, capace di passare dalla settima alla seconda piazza scavalcando tutti gli avversari al via. L’olandese ha però dimostrato ancora una volta il suo passo superiore, ripassando Russell al sesto giro e prendendo il comando della gara che non avrebbe più lasciato.
Il colpo di scena decisivo è arrivato al giro 43 di 55, quando una seconda Safety Car è entrata in pista per recuperare la Williams di Alex Albon ferma a bordo pista. Verstappen e Antonelli hanno mantenuto le loro posizioni, ma George Russell, fino a quel momento terzo e in lotta per il Mondiale, ha dovuto alzare bandiera bianca per un cedimento alla power unit. Il ritiro del britannico ha riaperto il podio e cambiato completamente gli scenari del campionato.
Hamilton e Leclerc ne hanno approfittato immediatamente, montando gomme soft fresche e superando Isack Hadjar per prendersi rispettivamente la terza e la quarta posizione. Per la Ferrari, dopo gli errori strategici di inizio gara, il doppio piazzamento nelle prime quattro posizioni ha rappresentato una boccata d’ossigeno importante, con Hamilton che è tornato sul podio grazie a una prestazione maiuscola.
Kimi Antonelli ha vissuto una giornata da protagonista assoluto, con il secondo posto che assume un valore enorme in ottica campionato. Grazie al ritiro di Russell, il pilota italiano della Mercedes si porta ora a 84 punti di vantaggio sul britannico con sole sette gare rimanenti, mettendo una seria ipoteca sul suo primo titolo mondiale. “Questa Malesia non ce la dimenticheremo di certo“, ha commentato il bolognese, consapevole dell’importanza di una gara che potrebbe aver segnato una svolta decisiva nel campionato.
