La Senna è pronta a ospitare di nuovo il nuoto in acque libere agli Europei di Parigi, ma le polemiche che avevano accompagnato le Olimpiadi di Parigi 2024 non sono mai state del tutto archiviate. Al torneo continentale il fiume francese tornerà a essere il teatro delle gare di fondo e dei tuffi dalle grandi altezze, con gli organizzatori che assicurano condizioni migliori rispetto a due anni fa. Gli atleti, però, chiedono garanzie concrete e continuano a guardare con prudenza all’evento.
Più che il ritorno della Senna, la vera notizia riguarda il tentativo di dimostrare che il grande investimento realizzato per riqualificare il fiume abbia prodotto risultati duraturi. Negli ultimi anni Parigi ha destinato oltre 1,4 miliardi di euro a un vasto progetto di risanamento ambientale, culminato con la riapertura di alcune aree alla balneazione pubblica dopo oltre un secolo di divieto. Dal 4 luglio al 30 agosto 2026 sono infatti attivi tre siti dove è consentito fare il bagno, ma solo dopo controlli quotidiani sulla qualità dell’acqua, sulle correnti e sulle condizioni meteorologiche. In caso di valori non conformi, le aree vengono immediatamente chiuse.
È proprio questo il punto che continua ad alimentare il dibattito nel mondo del nuoto. Se per i cittadini la chiusura temporanea di una zona balneabile rappresenta un semplice disagio, per una competizione internazionale il rinvio o lo spostamento delle gare può incidere sulla preparazione di mesi. Per questo motivo diversi protagonisti delle acque libere hanno chiesto agli organizzatori un piano alternativo nel caso in cui le condizioni della Senna non fossero considerate idonee, ricordando quanto accaduto durante i Giochi di Parigi e in altre recenti manifestazioni internazionali.
Tra le voci più autorevoli c’è quella di Gregorio Paltrinieri, che non ha nascosto le proprie perplessità in vista dell’Europeo. Il campione azzurro ha spiegato che il percorso sarà diverso rispetto a quello olimpico e che, almeno sulla carta, dovrebbe offrire un’acqua più pulita e meno soggetta alle forti correnti che avevano caratterizzato la 10 chilometri del 2024.
Allo stesso tempo ha ribadito la necessità di avere un’alternativa pronta, qualora i parametri di sicurezza non dovessero essere rispettati. Anche altri specialisti del fondo, come Florian Wellbrock e Ginevra Taddeucci, negli ultimi mesi hanno denunciato episodi di malessere accusati dopo gare disputate in acque ritenute non ottimali, rilanciando il tema della tutela della salute degli atleti.

Rispetto alle Olimpiadi, tuttavia, qualcosa è cambiato. Le prove degli Europei non si svolgeranno più nella zona del Pont Alexandre III, ma nel tratto del Pont de Grenelle, circa tre chilometri più a ovest. L’area è stata scelta anche perché rientra tra quelle dichiarate balneabili grazie agli interventi di bonifica e al nuovo sistema di raccolta delle acque piovane, progettato per limitare gli sversamenti nel fiume dopo le precipitazioni intense. Secondo le autorità francesi, il numero degli scarichi di acque reflue si è ridotto in maniera significativa grazie alle nuove infrastrutture.
European Aquatics ha inoltre annunciato alcune misure aggiuntive per rafforzare la tutela dei partecipanti. Tra queste figura il rimborso delle spese mediche qualora un atleta contragga una malattia direttamente collegata alla partecipazione alle gare o agli allenamenti ufficiali nella Senna, un provvedimento che testimonia quanto il tema della sicurezza resti centrale anche alla vigilia della manifestazione.
