Gianmarco Tamberi continua a scrivere la storia dell’atletica italiana a 34 anni, un’età in cui molti atleti pensano al ritiro. Eppure il campione marchigiano ha appena conquistato gli Europei e gli Ultimate Championships, dimostrando che ha ancora tanto da dire. Magari già dai prossimi Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. In una lunga intervista a Tuttosport, l’atleta si è aperto raccontando i momenti più significativi della sua carriera, compreso quell’abbraccio a Marcell Jacobs in quella memorabile olimpiade a Tokyo, quando vinsero due medaglie d’oro a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.
Come fare a non comprendere, allora, che se dovesse scegliere un solo risultato per raccontare chi è sceglierebbe proprio quella doppia medaglia d’oro del 2021:
“Quel momento è diventato iconico per lo sport italiano, ma in quel preciso istante apparteneva soltanto a me e a lui. Era qualcosa di nostro, il frutto di tanti anni di lavoro e di sogni coltivati notte dopo notte. Non ci rendevamo ancora conto di quanto sarebbe diventato importante“
Dietro il campione c’è sempre una persona, e Tamberi ha rivelato quanto sia stato fondamentale il ruolo di sua moglie Chiara nel suo percorso di crescita:
“Con lei ho trovato una serenità interiore che non so se sarei riuscito a raggiungere da solo. Stiamo insieme da 17 anni e abbiamo imparato a conoscerci, rispettarci e sostenerci. Aver incontrato Chiara così presto nella mia vita è stata la fortuna più grande, la medaglia più importante che potessi conquistare“
Tamberi ha affrontato anche il tema del suo rapporto con il pubblico durante le gare. Le sue esultanze spettacolari e il coinvolgimento emotivo che trasmette sono parte integrante della sua identità di atleta. Quando salta, si mette letteralmente spalle al muro, e la persona coincide perfettamente con il personaggio pubblico che il mondo conosce.
“Non ho mai percepito una distanza tra la persona che sono e il personaggio che gli altri vedono, né in gara né nella vita privata. Vivo completamente ciò che faccio: sacrifici, difficoltà, sconfitte e gioia per i risultati raggiunti. Per questo, quando realizzo qualcosa per cui ho lavorato così tanto, non riesco a trattenere le emozioni solo perché ci sono delle telecamere. So che i miei festeggiamenti possono sembrare eccessivi, ma mostro semplicemente ciò che sento“
Nonostante i successi recenti, c’è un rammarico che ancora brucia: il Mondiale sfumato a Roma. Sarebbe stato bello chiudere la carriera davanti al pubblico italiano, nella città eterna, ma Tamberi ha dimostrato di saper guardare avanti. Il suo sguardo è già rivolto a Los Angeles 2028, l’ultima grande sfida di una carriera straordinaria.
