Ci sono partite che non sono come tutte le altre, e Inghilterra-Argentina è una di queste. Già nel 1986 lo scontro fu epico per la doppietta (letale) di Maradona che nella stessa gara segnò uno dei gol più belli della storia del calcio e il famigerato con la “mano de dios”, che proprio quest’anno ha compiuto 40 anni. Domani, la sfida metterà in palio la finale dei Mondiali 2026. E l’Argentina si affida proprio alla scaramanzia e all’idea che la storia si possa ripetere. Come? Indossando la maglia blu, proprio come fece El Pibe de Oro a suo tempo.
L’Argentina ha ottenuto dalla Fifa l’autorizzazione a indossare la seconda maglia per la partita di Atlanta. In questo mondiale, l’Argentina aveva utilizzato la seconda maglia una sola volta, nella vittoria per 3-1 sulla Giordania nel gruppo J. L’Inghilterra, dal canto suo, sfoggerà la tradizionale maglia bianca, preparandosi a rivivere uno degli incroci più carichi di storia del calcio mondiale.

Ma dietro quelle maglie blu del 1986 si nasconde una storia affascinante e poco conosciuta. Le casacche che Maradona e i suoi compagni indossarono in quella storica partita non erano le divise ufficiali della nazionale. A causa del gran caldo messicano, le maglie in dotazione risultavano troppo pesanti e inadatte alle condizioni climatiche. Fu così che il dirigente Rubén Moschella ricevette l’incarico urgente di trovare una soluzione alternativa.
Moschella si precipitò in un grande magazzino locale e acquistò maglie anonime della marca Le Coq Sportif, completamente sprovviste di loghi e stemmi nazionali. I numeri argentati, originariamente pensati per il football americano, e gli stemmi improvvisati furono cuciti a mano dagli inservienti dell’hotel la notte prima della partita. Un lavoro artigianale e notturno che diede vita a quella che sarebbe diventata una delle maglie più iconiche della storia del calcio.
Quella maglia indossata da Maradona si è trasformata nel tempo in un cimelio di valore inestimabile. Nel 2022, la casa d’aste Sotheby’s l’ha battuta per una cifra record di oltre 9 milioni di dollari, testimonianza del peso storico e simbolico di quel pomeriggio messicano che cambiò per sempre i rapporti calcistici tra Argentina e Inghilterra.
