Sì, a Wimbledon si mangiano le fragole con la panna ed una tradizione antichissima che intreccia tradizioni culinarie rinascimentali e sport. Per comprendere come questo semplice dessert sia diventato il simbolo indiscusso del torneo londinese, occorre fare un viaggio nel tempo che parte dall’Inghilterra del Cinquecento.
La prima testimonianza documentata dell’abbinamento tra fragole e panna risale al 1509, quando il cardinale Wolsey servì questa combinazione durante un banchetto organizzato per i suoi ospiti. Il cuoco dell’alto prelato ebbe l’intuizione di aggiungere un tocco cremoso di panna alle fragole fresche, creando un dessert che si sarebbe rivelato destinato alla storia.
Passano quasi tre secoli prima che questo dolce faccia il suo ingresso ufficiale nel mondo del tennis. Il 23 febbraio 1874 il maggiore gallese Walter Wingfield Clopton pubblica A Portable Court of Playing Tennis, un libretto contenente le prime regole del gioco del tennis. L’iniziativa venne accolta tiepidamente, e solo tre anni dopo l’All England Lawn Croquet Club decise di dare credito al maggiore, modificando il proprio nome in All England Lawn Tennis and Croquet Club e istituendo il primo torneo di tennis della storia.
Il torneo si disputava fin dall’inizio in primavera, periodo in cui le fragole raggiungono la loro massima freschezza e dolcezza. La tradizione racconta che già dalla prima, quasi sconosciuta edizione del 1877, gli spettatori usassero intrattenersi guardando i giocatori mentre gustavano fragole con la panna, cosa confermata in una testimonianza pubblicata nel 1881 sul Telegraph.
Con il passare del tempo, alle fragole con la panna si è aggiunto anche il Pimm’s, il celebre drink britannico a base di ginger ale, foglie di menta e frutta, che è diventato anch’esso parte integrante dell’esperienza Wimbledon. Durante il torneo ne vengono venduti circa 230.000 bicchieri, creando un perfetto accompagnamento al dessert ufficiale.
I numeri legati al consumo di fragole durante il torneo sono impressionanti. In circa due settimane di manifestazione vengono consumate più di 60.000 libbre di fragole, corrispondenti a circa 28.000 chilogrammi, ovvero quasi due milioni di frutti. Per la panna non si risparmia: ne vengono utilizzati più di 8.000 litri, per un totale di circa 200.000 porzioni servite agli spettatori.
Le fragole servite a Wimbledon sono rigorosamente a chilometro zero, coltivate nei campi delle zone rurali limitrofe. Nonostante Wimbledon sia uno dei tornei più esclusivi del circuito, con biglietti dai prezzi proibitivi, il dessert ufficiale rimane accessibile: nell’ultima edizione disputata, un cestino veniva venduto ad appena 2.50 sterline.
Per celebrare questo iconico abbinamento gastronomico, la direzione del torneo ha realizzato un mini-documentario intitolato The Perfect Strawberry, che racconta la storia e l’importanza di questo simbolo del torneo londinese.
La pandemia del 2020 mise a rischio non solo il torneo, ma anche le tonnellate di fragole già ordinate. La cancellazione della manifestazione avrebbe potuto causare uno spreco enorme, ma i 750 chilogrammi già ordinati furono salvati e trasformati in marmellata dalla England Preserves, evitando ogni spreco e permettendo alle fragole di Wimbledon di sopravvivere anche nell’anno più difficile.
