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    Home»Storie»L’ex sciatrice Marina Piller: “Mia figlia è morta durante il parto, dai medici mai una scusa”
    Storie

    L’ex sciatrice Marina Piller: “Mia figlia è morta durante il parto, dai medici mai una scusa”

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino23 Luglio 2026 9:33Updated:23 Luglio 2026 16:18Nessun commento3 Mins Read
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    Marina Piller
    Marina Piller - FISIFVG Youtube
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    Marina Piller, ex sciatrice di fondo azzurra, ha deciso di rendere pubblica la tragedia più dolorosa della sua vita: la perdita di sua figlia durante il parto all’ospedale di Tolmezzo, avvenuta il 10 luglio 2019. L’atleta 41enne ha raccontato al Corriere della Sera i momenti drammatici di quella notte: “Non appena mia figlia è venuta alla luce, le due ostetriche, l’anestesista e la ginecologa l’hanno presa e portata via per tentare di rianimarla, lasciandoci soli nella sala parto senza alcuna spiegazione per almeno mezz’ora. Poi sono venute a comunicarci che Viola, così avevamo deciso di chiamarla, non c’era più. E sono sparite di nuovo senza darci una spiegazione e un po’ di conforto“.

    Secondo quanto ricostruito dalla perizia medica e confermato dal tribunale civile di Udine, la bambina è morta per danni da ipossia, probabilmente provocata dallo schiacciamento del cordone ombelicale. Le criticità erano iniziate dopo il trasferimento in sala parto, quando il tracciato del cuore della piccola Viola era diventato patologico tra le 3.44 e le 5.38 del mattino.

    “Mi si sono rotte le acque e, una volta arrivata in ospedale a Tolmezzo, è stato effettuato il primo monitoraggio che era perfetto. Fino a quel momento la bimba stava benissimo“, ricorda Marina Piller. Poi la situazione è precipitata: “Secondo la perizia, si sarebbe dovuto intervenire subito con un cesareo come prescritto dalle linee guida“.

    Il dramma dell'ex sciatrice Marina Piller: «Mia figlia Viola morta durante il parto per un errore medico. Mai una parola di scuse o una spiegazione» https://t.co/w00Zv9tKgT

    — Corriere della Sera (@Corriere) July 23, 2026

    L’ex campionessa racconta di aver avvertito più volte il personale sanitario che qualcosa non andava: “Sono stata io a sentire, ma anche a dire più volte, che qualcosa non andava“. La risposta ricevuta è stata che era “la natura” e che doveva avere pazienza. Una giustificazione che si è rivelata tragicamente sbagliata.

    Nell’aprile scorso, il tribunale civile di Udine ha condannato l’Azienda sanitaria Friuli centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dell’ex campionessa, di suo marito e dei familiari più stretti, assistiti dall’avvocato Massimiliano Campeis. Dopo sette anni dalla tragedia, però, Marina Piller denuncia: “In sette anni nessuno mi ha mai chiesto scusa“.

    Per l’atleta, il denaro non può lenire il dolore: “Non c’è niente di risarcibile, la mia bimba non ha potuto contare sul diritto all’assistenza. Mi auguro che non capiti più, mia figlia aveva il diritto di vivere e noi di vederla crescere. Vogliamo darle giustizia e dignità, i soldi non ci interessano perché mai nessuno potrà ridarci viva Viola“.

    Marina Piller ha trovato la forza di andare avanti grazie alla sua prima figlia, che all’epoca della tragedia le dava una motivazione per alzarsi ogni mattina. Nel frattempo sono nati altri due bambini, ma l’ex sciatrice tiene a precisare: “Dico sempre di avere quattro figli e non tre“.

    Sul risarcimento economico, l’atleta ha le idee chiare: “Vorrei utilizzarlo per un progetto nel mondo della disabilità che stiamo pianificando, ma ci vorrà tempo prima di realizzarlo“. Ha deciso di rendere pubblica la sua storia per un motivo preciso: “Vorrei fare in modo che non capitino più tragedie come la nostra e mi piacerebbe anche poter essere di aiuto a genitori che vivono una situazione del genere“.

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    Francesca Fiorentino
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    Sono giornalista professionista, podcaster e voice talent. Mi sono laureata nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi dedicata a Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre appassionata di calcio (nonché tifosa), ho lavorato per dieci anni in radio occupandomi principalmente di sport, spettacolo e cultura, prima di approdare al web nel 2010. Dal 2018 produco e realizzo podcast di approfondimento dedicati a cinema, serie TV, cultura e lifestyle e mi occupo anche di formazione, insegnando podcasting.

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