Manca solo l’ufficialità, ma la decisione è ormai definitiva: Andrea Pirlo sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, che ha confermato la volontà di prendersi un anno sabbatico, il presidente Malagò insieme a Paolo Maldini e Leonardo hanno individuato nell’ex campione del mondo 2006 l’uomo giusto per guidare la ripartenza azzurra.
L’intesa è stata raggiunta nella mattinata di oggi e restano da sistemare solo gli aspetti tecnici e burocratici, come lo svincolo dallo United FC, club emiratino di cui Pirlo è attualmente allenatore. Il tecnico si trova già in Europa, precisamente in Austria dove è in corso il ritiro della sua squadra, che ha riportato nella massima serie degli Emirati dopo averla presa in Serie B.
Pirlo firmerà un contratto di quattro anni che lo porterà idealmente fino al Mondiale del 2030 (come Klopp con la Germania), con un ingaggio di 1,5 milioni di euro a stagione. Una cifra molto più contenuta rispetto a quella ipotizzata per un eventuale ingaggio di Guardiola, e in linea con il budget a disposizione della Federazione. Salvo imprevisti dell’ultimo secondo, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare nei prossimi giorni, forse già in occasione del Consiglio federale previsto per martedì.
La scelta di Pirlo non rappresenta una sorpresa per chi ha seguito i ragionamenti della nuova dirigenza azzurra. Durante l’Assemblea di Lega Serie A di giovedì, Maldini e Leonardo avevano già fatto intendere quale fosse il profilo cercato: o il migliore di tutti con cui condividiamo gioco e filosofia calcistica, oppure qualcuno che ragioni come ragioniamo noi, con cui ci sia armonia e che condivida le nostre idee. Pretendere che tecnici di esperienza e temperamento come Antonio Conte o Roberto Mancini si adattassero completamente a questa visione sarebbe stato irrealistico.
Decisivo nella scelta è stato il forte legame tra Maldini e Pirlo, consolidato ai tempi del Milan e della Nazionale. Paolo voleva puntare su Andrea già durante la sua esperienza dirigenziale in rossonero e ora ha l’opportunità di farlo con gli azzurri. Maldini vede in Pirlo una straordinaria visione calcistica e crede nella sua capacità di trasmettere un calcio moderno, propositivo e in linea con le idee della nuova direzione tecnica.
Un altro elemento che ha pesato nella decisione riguarda la capacità di Pirlo di lavorare con i giovani talenti. La carriera da allenatore di Pirlo, va detto, non è stata finora particolarmente brillante. Dopo l’esperienza alla Juventus, dove ha conquistato una Coppa Italia e una Supercoppa italiana nella stagione 2020-2021, ha guidato la Sampdoria e poi si è trasferito in Turchia prima di approdare negli Emirati Arabi Uniti. Quello che manca in esperienza, viene bilanciato dal carisma di chi ha vestito maglie pesantissime come quelle di Inter, Milan e Juventus, e di chi è stato un pilastro della Nazionale campione del mondo.
Nella testa di Maldini c’è l’idea di portare avanti un percorso lungo, visto che la rifondazione dovrebbe partire dai ragazzini di 12-13 anni e completare il suo ciclo in 8-10 anni. Il contratto quadriennale rappresenta solo la prima fase di un progetto molto più ambizioso, con la speranza di avere in futuro ottime motivazioni legate ai risultati per alzare l’ingaggio del tecnico.
L’obiettivo immediato resta chiaro: riportare l’Italia al Mondiale dopo due clamorose mancate qualificazioni consecutive. Un’impresa ardua per chiunque, ancora di più per un allenatore che ha ancora molto da dimostrare. Ma simbolicamente la scelta ha un suo fascino: sarà un eroe del 2006, l’ultima Italia campione del mondo, a raccogliere l’eredità di un altro protagonista di quella squadra, Rino Gattuso, nel tentativo di riportare gli azzurri ai vertici del calcio internazionale.
