Claudio Lotito allarga il suo impero calcistico. Il presidente della Lazio ha ufficialmente rilevato la Reggina, storico club calabrese che milita in Serie D. L’annuncio è arrivato il 26 giugno 2026 attraverso la pagina Facebook del sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, che ha pubblicato una foto sorridente insieme a Lotito e al patron uscente Nino Ballarino, accompagnata dalle parole: “Habemus Rhegium. Reggio Calabria torna a guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e con l’ambizione che la sua storia merita“.
La cessione della Reggina a una società facente riferimento al Gruppo del presidente Claudio Lotito è stata successivamente confermata con una nota ufficiale del club calabrese. Secondo quanto emerso, Lotito avrebbe acquisito la Reggina per 1,5 milioni di euro e sarebbe pronto a investirne 2,5 per costruire una squadra competitiva in Serie D, capace di conquistare una promozione lampo. L’ex proprietario Ballarino avrebbe incassato meno rispetto all’offerta presunta di Matt Rizzetta, superiore ai 2 milioni di euro.
Il sindaco Cannizzaro, indicato da più parti come mediatore e ispiratore della trattativa in considerazione della comune appartenenza a Forza Italia, ha svolto un ruolo fondamentale. Il comunicato della Reggina specifica infatti che per raggiungere l’esito positivo di questa trattativa, fondamentale è stato l’apporto del sindaco di Reggio Calabria, l’onorevole Francesco Cannizzaro, trait d’union delle parti coinvolte.
L’operazione, tuttavia, presenta un elemento di complessità legato alle norme federali sulle multiproprietà. Al momento tutto è perfettamente regolare, ma solo fino a quando la situazione resta invariata. Lo Statuto Figc e le Noif, modificati dal Consiglio federale del 30 settembre 2021, vietano qualsiasi partecipazione societaria in più di un club professionistico, con l’obbligo di tempestiva dismissione per quelle società che dovessero salire in Lega Pro dalla Serie D, pena la decadenza dell’affiliazione.
Questo significa che nella vicenda di Lazio e Reggina tutto è in regola finché il club calabrese milita in Serie D. Ma se la Reggina dovesse conquistare la promozione in Serie C, Lotito si troverebbe di fronte a un bivio obbligato: dovrebbe scegliere tra la Reggina e la Lazio, esattamente come accadde nel 2021 quando la sua Salernitana aveva raggiunto la Lazio in Serie A.
Il divieto di multiproprietà nella medesima competizione è stato infatti allargato a tutto il settore professionistico, quindi dalla Lega Pro in su. Soltanto per i casi già esistenti al momento della modifica normativa era prevista una deroga, inizialmente fissata per l’inizio della stagione 2024/2025, poi slittata alla partenza di quella 2028/29. All’epoca i casi erano due: Verona-Mantova e Napoli-Bari, oggi resta solo il secondo. La deroga, però, non vale per il caso Lazio-Reggina.
Intanto, la tifoseria della Lazio, sempre più in rotta di collisione con la proprietà, ha organizzato una manifestazione di protesta per il 2 luglio a Roma. Da più parti si sta chiedendo a Lotito di cedere la società biancoceleste per rilanciarla. Il fatto che abbia acquisito la Reggina viene letto come un possibile segnale di un progressivo smarcamento dalla piazza capitolina.
