Gianluigi Buffon ha declinato l’offerta di Paolo Maldini e Leonardo per tornare nella Nazionale italiana con un ruolo più operativo rispetto al passato. La proposta era arrivata circa dieci giorni fa, dopo che il presidente della Figc Giovanni Malagò aveva anticipato all’ex portiere il contatto con i due nuovi responsabili dell’area tecnica federale.
Il nuovo corso della Figc voleva riportare in azzurro uno dei simboli storici del calcio italiano, detentore del record assoluto di presenze in Nazionale con 176 apparizioni e campione del mondo nel 2006 in Germania. Buffon era rientrato nel 2023 come capo delegazione durante la gestione di Luciano Spalletti, sostenendo successivamente la nomina di Gennaro Gattuso prima di dimettersi dopo la sconfitta contro la Bosnia e la mancata qualificazione al Mondiale.
Il nuovo incarico prevedeva responsabilità più ampie e un coinvolgimento diretto nella costruzione della Nazionale. Buffon ha ascoltato il progetto con entusiasmo, ci ha riflettuto per alcuni giorni e la chiamata di Maldini e Leonardo ha fatto vacillare per un po’ una decisione che in realtà era già stata presa a giugno. Alla fine, però, l’ex portiere ha confermato il proprio passo indietro, scegliendo di dedicare più tempo alla famiglia e ai figli.

Dal 1992 Buffon non si è mai fermato, vivendo una carriera ad altissima velocità tra campo, ruoli dirigenziali e impegni istituzionali come simbolo del calcio italiano. Ora vuole proseguire la propria formazione da dirigente, preparandosi a un futuro incarico con competenze precise piuttosto che come semplice riempitivo della seconda vita post-fuoriclasse.
La nuova struttura tecnica della Figc dovrà quindi individuare un’altra figura per ricoprire il ruolo che era stato pensato per Buffon, mentre l’ex capitano azzurro. Un ruolo quanto mai importante in quella che viene considerata una vera e propria rivoluzione per la squadra azzurra che, ovviamente, deve partire anche dalla nomina del prossimo Commissario Tecnico.
Ieri, Maldini, Leonardo e Malagò hanno dato qualche informazione in più sul tema, spiegando di aver contattato in effetti Pep Guardiola, la fascinazione più grande, al netto dei 20 milioni di euro annui di ingaggio chiesti, ma anche Carlo Ancelotti. La speranza è di svelare il nome prima possibile.
