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    Home»MotoGP»Marquez gela i rivali: “Il Mondiale non lo vinco io, siete voi che ve lo state buttando via”
    MotoGP

    Marquez gela i rivali: “Il Mondiale non lo vinco io, siete voi che ve lo state buttando via”

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti18 Settembre 2026 14:30Updated:18 Settembre 2026 16:33Nessun commento3 Mins Read
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    Marc Márquez su Ducati
    Marc Márquez su Ducati
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    Marc Márquez torna a far parlare di sé non solo per i risultati in pista, ma anche per le sue parole. Alla vigilia del Gran Premio d’Austria, sul circuito del Red Bull Ring, il pilota della Ducati ha lanciato una frecciata inequivocabile ai suoi rivali per il titolo, rilanciando quella guerra psicologica che negli anni lo ha sempre contraddistinto, dentro e fuori dalla pista.

    Il concetto espresso dallo spagnolo è tanto semplice quanto tagliente: non è lui a star dominando questo campionato attraverso i propri meriti, ma sono gli avversari a lasciarselo sfuggire con i propri errori. Una dichiarazione che arriva in un momento particolarmente delicato della stagione, con la classifica piloti che si è fatta incandescente dopo il weekend di Misano.

    Il Gran Premio di San Marino, disputato sul circuito romagnolo ha, infatti ridisegnato completamente i rapporti di forza al vertice. Marc Márquez ha conquistato la vittoria davanti al fratello Alex, agganciando così Jorge Martín in testa alla graduatoria: entrambi fermi a quota 274 punti, con il fuoriclasse di Cervera avanti nel testa a testa grazie al maggior numero di successi stagionali. Alle loro spalle resta Marco Bezzecchi, scivolato a distanza dopo lo zero rimediato proprio a Misano nonostante la pole position record conquistata al sabato.

    Marc Márquez pilota Ducati
    Marc Márquez pilota Ducati

    Un Mondiale che si è quindi riaperto clamorosamente, dopo che lo stesso Márquez era arrivato a recuperare oltre cento punti di ritardo accumulati nella prima parte di stagione. Proprio questo recupero è alla base della sua frecciata: secondo lo spagnolo, il vero motore della rimonta non sono state solamente le proprie prestazioni, ma anche e soprattutto gli errori commessi dagli avversari diretti nel corso delle gare.

    Non è la prima volta, però, che il pilota Ducati sceglie di giocare questa carta nei momenti caldi della stagione. Márquez è da sempre considerato un maestro nel destabilizzare gli avversari anche a livello mentale, e la sua ultima uscita sembra andare esattamente in questa direzione: mettere pressione a Martín e Bezzecchi proprio mentre il campionato entra nella fase più delicata, con poche gare rimaste a disposizione per blindare il titolo.

    Il weekend austriaco, dunque, si preannuncia carico di tensione. Da un lato Bezzecchi, che sa di non potersi accontentare di piazzamenti se vuole restare in corsa per il Mondiale e dovrà tornare a vincere. Dall’altro Martín, chiamato a rispondere colpo su colpo a un Márquez che, semmai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato ancora una volta di sapere come alzare la posta in gioco quando la pressione si fa più forte.

    Attenzione anche a un altro protagonista del weekend di casa per KTM: Pedro Acosta, che al Red Bull Ring disputerà il suo ultimo Gran Premio con i colori austriaci prima del cambio di scenario nel prossimo futuro.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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