I Mondiali 2026 stanno raccontando una storia diversa rispetto alla tradizione. Sei delle otto squadre qualificate ai quarti di finale arrivano infatti dall’Europa, un dato che non si registrava in un’edizione disputata fuori dal continente da oltre trent’anni. Francia, Belgio, Spagna, Inghilterra, Norvegia e Svizzera sono ancora in corsa per il titolo insieme ad Argentina e Marocco, alimentando l’ipotesi di una possibile rivincita europea.
Storicamente le nazionali europee hanno incontrato maggiori difficoltà quando la Coppa del Mondo si è disputata fuori dai confini del continente. Dal 1930 soltanto due selezioni europee sono riuscite a vincere il torneo in queste condizioni: la Spagna in Sudafrica nel 2010 e la Germania in Brasile nel 2014. Per questo motivo il quadro emerso ai quarti di finale del Mondiale 2026 rappresenta un’anomalia rispetto al passato.
Il numero di squadre europee ancora in gara è il più alto registrato in un Mondiale giocato fuori dall’Europa dai tempi dell’edizione del 1994. Un dato che assume ancora più valore considerando il nuovo formato della competizione, allargata a 48 partecipanti e caratterizzata da un turno a eliminazione diretta aggiuntivo rispetto al passato.

L’inizio del torneo, però, non lasciava immaginare uno scenario simile. Nelle prime gare della fase a gironi sette delle prime dieci nazionali europee impegnate non erano riuscite a vincere. Le alte temperature registrate negli Stati Uniti, in Canada e in Messico avevano alimentato il dibattito sulle difficoltà di adattamento, ma gli stessi commissari tecnici hanno evitato di attribuire i risultati alle condizioni climatiche, preferendo analizzare aspetti tecnici e tattici.
Con il passare delle partite la situazione è cambiata radicalmente. Le rappresentative europee hanno aumentato il proprio rendimento e hanno chiuso la fase a gironi con un bilancio molto positivo negli scontri contro squadre di altri continenti: 17 vittorie, 12 pareggi e appena sette sconfitte. Anche negli ottavi di finale molte di loro hanno confermato la crescita mostrata durante il torneo.
L’Inghilterra ha superato il difficile esame contro il Messico allo stadio Azteca, riuscendo a gestire sia l’altitudine sia un ambiente particolarmente ostile. La Francia ha eliminato il Paraguay in una partita molto combattuta, mentre il Belgio ha avuto la meglio sugli Stati Uniti, una delle nazionali organizzatrici, conquistando così il quarto di finale contro la Spagna.
Tra le sorprese più interessanti c’è la Norvegia, tornata a disputare un Mondiale dopo una lunga assenza iniziata nel 1998. Il grande protagonista è Erling Haaland, autore già di sette reti e tra i principali candidati al titolo di capocannoniere. Anche la Svizzera sta vivendo una competizione storica: il successo ai rigori contro la Colombia ha permesso agli elvetici di raggiungere i quarti di finale per la prima volta dal 1954, anche se ora li attende la difficile sfida contro l’Argentina campione in carica.
Naturalmente il peso dell’Europa nel torneo è favorito anche dal numero di posti assegnati dalla FIFA, superiore a quello di qualsiasi altra confederazione. Tuttavia la qualità delle prestazioni offerte finora conferma che non si tratta soltanto di una questione numerica. Francia, Spagna e Inghilterra erano già indicate da molti osservatori tra le principali favorite alla vigilia e stanno rispettando le aspettative, mentre Belgio, Norvegia e Svizzera hanno saputo andare oltre i pronostici.
Con sei squadre ancora in corsa tra le migliori otto del torneo, il calcio europeo ha ora un’occasione rara: interrompere una tradizione che lo ha spesso visto in difficoltà lontano dal proprio continente e conquistare un Mondiale che, fino a oggi, è quasi sempre sfuggito quando si è giocato fuori dall’Europa.
