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    Home»Calcio»Neymar rompe il silenzio sul Brasile: la frase che chiude un’epoca
    Calcio

    Neymar rompe il silenzio sul Brasile: la frase che chiude un’epoca

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti29 Luglio 2026 18:00Nessun commento3 Mins Read
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    Neymar dice addio alla nazionale brasiliana
    Neymar dice addio alla nazionale brasiliana
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    Una delle storie più lunghe e intense del calcio brasiliano sembra essere arrivata, questa volta davvero, al capitolo finale. Neymar ha lasciato intendere in modo piuttosto chiaro di non avere alcuna intenzione di tornare a vestire la maglia della Seleção, chiudendo così anche ogni possibile suggestione legata a una sua presenza ai Mondiali del 2030, quando il fuoriclasse avrebbe 38 anni.

    A far chiarezza sul proprio futuro con la nazionale è stato lo stesso attaccante del Santos, poco dopo la vittoria per 4-2 della sua squadra contro l’UCV, nello spareggio di Copa Sudamericana disputato a Vila Belmiro. Poche parole, pronunciate a caldo, ma sufficienti a far capire quale sia ormai il pensiero del numero 10 verdeoro: “Il mio tempo è finito”.

    Una dichiarazione arrivata non per caso, ma come risposta diretta alle parole di Lucas Moura. Il centrocampista del São Paulo, in una recente intervista rilasciata a Esporte Record, aveva espresso il desiderio di rivedere Neymar in campo con il Brasile, arrivando a ipotizzare addirittura una sua presenza al prossimo Mondiale del 2030. Un’ipotesi suggestiva, quella lanciata da Moura, ma che lo stesso Neymar ha voluto ridimensionare senza troppi giri di parole, spiegando di aver ormai dato tutto se stesso a quella maglia e di non sentire più la spinta per continuare questo capitolo della propria carriera.

    I numeri, in effetti, raccontano una storia già scritta nei libri di storia del calcio verdeoro. Con 80 reti siglate in 130 presenze ufficiali, Neymar resta ancora oggi il miglior marcatore di sempre della nazionale brasiliana, davanti a leggende come Pelé e Ronaldo. Per quanto riguarda, invece, il numero di presenze in assoluto, l’attaccante si posiziona al secondo posto della classifica storica, alle spalle solamente di Cafu, capace di totalizzare 142 gettoni con la maglia della Seleção.

    Un palmarès individuale enorme, che però negli ultimi anni ha convissuto con un rapporto altalenante tra il giocatore e la nazionale, complici gli infortuni che ne hanno condizionato pesantemente il percorso e una serie di eliminazioni ai Mondiali che hanno lasciato l’amaro in bocca a un intero Paese, abituato a vedere il Brasile protagonista assoluto nella competizione iridata.

    Resta ora da capire quale sarà il futuro professionale di Neymar, che continua a vestire la maglia del Santos, il club che lo ha lanciato nel grande calcio prima del trasferimento in Europa. Per la Seleção di Ancelotti, intanto, si apre ufficialmente una nuova fase, con il tecnico italiano già al lavoro per costruire un Brasile diverso, più giovane e proiettato verso il futuro senza il suo storico numero 10

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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