A poco più di venti giorni dall’inizio della nuova stagione sciistica, Sofia Goggia si trova ad affrontare una sfida inaspettata lontano dalle piste. La campionessa bergamasca, ospite al Festival dello Sport di Trento, ha rivelato di aver contratto una doppia infezione virale che l’ha costretta a rientrare anzitempo dalla trasferta di allenamento in Sudamerica con la squadra azzurra.
“Ho iniziato a sentire dolori strani, non riuscivo a fare le scale, camminando ho capito che qualcosa non andava“, ha raccontato la 33enne sciatrice a Sky Sport. I sintomi si sono manifestati durante il soggiorno in Argentina a metà settembre, costringendola a interrompere la preparazione e a rientrare in Italia per sottoporsi ad accertamenti medici approfonditi.
Gli esami clinici condotti presso la Casa di Cura La Madonnina e l’Ospedale San Raffaele di Milano hanno identificato un virus poco comune tra adulti. Si tratta di una doppia infezione virale per cui, come ha spiegato la stessa Goggia, “non c’è cura“. Nell’intervista, di cui vi riportiamo uno stralcio video, l’atleta ha specificato il nome dei patogeni che l’hanno colpita: chikungunya e Parvovirus B19
Questo virus, appartenente alla famiglia delle Parvoviridae, è la causa della quinta malattia o eritema infettivo, patologia frequentemente contratta durante l’infanzia. Il Parvovirus B19 infetta con alta specificità le cellule della serie eritroide, i precursori degli eritrociti, provocando un arresto dell’eritropoiesi. I sintomi compaiono generalmente dopo sei giorni dal contagio e si protraggono per circa una settimana. In età adulta, le manifestazioni possono includere dolori articolari debilitanti, con percentuali che raggiungono il 35% negli uomini e l’85% nelle donne.
La chikungunya, invece, è una malattia caratterizzata da febbre e forti dolori articolari tali da limitare i movimenti dei pazienti. Il nome stesso deriva dal termine swahili che significa “ciò che curva” o “contorce”, proprio per la tendenza dei pazienti a rimanere immobili e assumere posizioni antalgiche. Trasmessa da zanzare del genere Aedes, questa infezione è stata identificata in oltre 60 Paesi di Asia, Africa, Europa e Americhe.
Dopo la fase acuta, caratterizzata da febbre improvvisa e dolori articolari debilitanti, nella maggior parte dei casi i pazienti si riprendono completamente. Tuttavia, in alcuni casi il dolore alle articolazioni può persistere per mesi o anche anni. La fase peggiore dell’infezione di Goggia sembra ormai passata, ma la campionessa ha chiarito che il percorso di recupero richiederà tempo. “Non posso prevedere piani, mi serve tempo per uscire dalle conseguenze del virus“, ha dichiarato da Trento. L’incertezza riguarda proprio l’organizzazione dei prossimi appuntamenti agonistici, con la stagione di Coppa del Mondo alle porte.
