Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Tennis»“Non si diventa puledri se si è ronzini”: Simone Vagnozzi racconta il vero segreto di Sinner
    Tennis

    “Non si diventa puledri se si è ronzini”: Simone Vagnozzi racconta il vero segreto di Sinner

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino27 Luglio 2026 11:30Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Simone Vagnozzi e Sinner dopo Wimbledon
    Simone Vagnozzi e Sinner dopo Wimbledon - Simone Vagnozzi IG
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Simone Vagnozzi, allenatore di Jannik Sinner dal 2022, ha rilasciato una lunga intervista a Walter Veltroni per il Corriere della Sera, svelando i retroscena del percorso che ha portato il tennista altoatesino a diventare numero uno al mondo. Un racconto che intreccia tecnica, psicologia e aneddoti personali, offrendo uno sguardo inedito sulla mentalità del campione azzurro.

    La storia di Vagnozzi parte da Castorano, piccolo comune marchigiano di poco più di duemila abitanti. A sei anni inizia a giocare con una racchetta di legno appartenuta ai genitori. La prima partita arriva a nove anni, in un torneo del Club Italia organizzato in un Valtur, ma il ricordo più intenso resta la vittoria della coppa Baby Davis, quando capisce di poter competere a livello nazionale.

    Jannik Sinner agli US OPEN 2024
    Jannik Sinner agli US OPEN 2024 – foto di Hameltion, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

    La carriera da giocatore di Vagnozzi si ferma al numero 161 del ranking mondiale. Nonostante la vicinanza alla top 100, il sogno di ogni tennista, inizia a sentire che gli manca qualcosa: “Mentre giocavo, capivo che avrei fatto meglio l’allenatore. Se inizi a fare quei pensieri vuol dire che ti mancano gli stimoli, quel po’ di cattiveria che è indispensabile per diventare un buon giocatore“. Gli infortuni fanno il resto, spingendolo verso una nuova carriera.

    L’incontro con Sinner arriva nel 2022, grazie ad Alex Vittur, manager del tennista e testimone di nozze di Vagnozzi. Jannik aveva già visto Cecchinato giocare a Montecarlo, poi c’era stata la finale di Melbourne contro Travaglia, all’epoca seguito da Vagnozzi. Quando Sinner decide di separarsi da Riccardo Piatti, Vittur chiama l’amico di sempre. È l’inizio di una collaborazione che porterà risultati straordinari.

    Il primo colloquio resta impresso nella memoria del coach marchigiano: “Speravo non mi dicesse che era contento di essere il numero dieci del mondo. E così fu. Voleva diventare il numero uno“. A vent’anni Sinner era già un fenomeno, ma mancavano alcuni tasselli fondamentali: la flessibilità tattica, la consapevolezza delle caratteristiche degli avversari, la capacità di adattare il gioco. Era un giocatore abbastanza rigido, capace di ottimi punti ma senza quella dimensione strategica necessaria per scalare le ultime posizioni del ranking.

    Insieme a Darren Cahill, Vagnozzi lavora per colmare queste lacune: potenziamento fisico e muscolare, affinamento mentale, miglioramento del servizio, gestione del punto, sicurezza a rete, capacità di smorzare al momento giusto.

    La chiave di tutto, secondo Vagnozzi, sta nell’attitudine di Sinner: “È un lavoratore pauroso. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire. Tutto parte dall’attitudine e dalla voglia di migliorarsi: devi trovare il coraggio di sbagliare, anche di fallire“.

    Sinner gioca a Wimbledon 2026
    Sinner gioca a Wimbledon 2026 Wikimedia Commons, CC0

    Per Vagnozzi, certe doti sono innate: “Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore in allenamento“. La differenza tra un giocatore forte e un campione sta proprio qui, nell’intelligenza applicata allo sport: “Può esistere un giocatore forte e stupido. Ma non potrà mai esistere un campione stupido“.

    Anche i campioni, però, hanno momenti di difficoltà. Gli sporadici black out di Sinner, come quello al Roland Garros, sono un tema su cui Vagnozzi riflette con lucidità: “Non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi“”.

    Anche per questo motivo Sinner ha comunicato di non partecipare al Master di Montreal, una decisione legata a doppio filo al desiderio di prendersi cura di sé stesso, tutelando la salute fisica e mentale.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Francesca Fiorentino
    • Instagram

    Sono giornalista professionista, podcaster e voice talent. Mi sono laureata nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi dedicata a Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre appassionata di calcio (nonché tifosa), ho lavorato per dieci anni in radio occupandomi principalmente di sport, spettacolo e cultura, prima di approdare al web nel 2010. Dal 2018 produco e realizzo podcast di approfondimento dedicati a cinema, serie TV, cultura e lifestyle e mi occupo anche di formazione, insegnando podcasting.

    Articoli recenti
    • Le Olimpiadi che il mondo non ha mai visto (quando la guerra fermò i Giochi)
    • Chi è stato il primo atleta miliardario della storia? La risposta ha il nome di Michael Jordan
    • La regola nata per salvarli si è ritorta contro: ecco perché i pugili si pesano il giorno prima
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.