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    Home»Storie»“Ogni notte piango per lui”: la confessione più intima di Cucurella commuove i tifosi
    Storie

    “Ogni notte piango per lui”: la confessione più intima di Cucurella commuove i tifosi

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti18 Luglio 2026 20:00Nessun commento2 Mins Read
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    Marc Cucurella
    Marc Cucurella - Wikipedia
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    Mentre la Spagna insegue la seconda stella ai Mondiali 2026, il terzino della Roja Marc Cucurella ha scelto di aprire il proprio cuore su un tema molto più intimo della propria vita: quello legato al figlio autistico. In una recente intervista al quotidiano spagnolo La Razón, il difensore classe 1998, da poche settimane passato al Real Madrid dopo la lunga militanza tra Eibar, Getafe, Brighton e Chelsea, ha parlato con grande naturalezza del percorso vissuto insieme alla propria famiglia.

    Indice

    • Un padre alle prese con una sfida quotidiana
    • Un gesto di normalità nello spogliatoio della Spagna

    Un padre alle prese con una sfida quotidiana

    Cucurella ha raccontato quanto la paternità, già di per sé un cambiamento profondo nella vita di chiunque, si sia complicata ulteriormente nel momento in cui ha dovuto imparare a comprendere le esigenze specifiche del figlio maggiore, Mateo. Il calciatore ha spiegato che si è trattato di un vero e proprio percorso di apprendimento, fatto di piccoli passi quotidiani per capire di cosa il bambino avesse effettivamente bisogno. Ha inoltre voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che, nel tempo, si sono messe a disposizione della famiglia per offrire consigli e supporto, aiutandoli a individuare le terapie e i percorsi scolastici più adatti alla crescita del piccolo.

    Non è la prima volta che il terzino spagnolo affronta l’argomento: già in passato, parlando al Marca, aveva raccontato come i primi segnali fossero emersi quando la famiglia viveva a Brighton e Mateo era ancora troppo piccolo per ricevere una diagnosi definitiva. Cucurella aveva ammesso la difficoltà di essere genitore di un bambino che non comunica e non reagisce come i fratelli, sottolineando quanto fosse stato complicato, in un primo momento, non riuscire a interpretare correttamente i suoi bisogni, con ripercussioni anche a scuola. La svolta, secondo il racconto del giocatore, è arrivata con l’individuazione di un istituto specializzato a Londra, capace di fornire alla famiglia gli strumenti necessari per comprendere e accompagnare meglio la crescita del bambino.

    Un gesto di normalità nello spogliatoio della Spagna

    Nella chiacchierata con La Razón, Cucurella ha collegato la propria esperienza personale a quella di altri compagni di Nazionale, come Álvaro Morata e Fermín López, che negli ultimi temp, hanno scelto di parlare pubblicamente di salute mentale. Per il terzino, il fatto che calciatori con grande visibilità decidano di condividere le proprie fragilità aiuta a creare empatia reciproca e a ricordare che, dietro il successo sportivo, ogni persona porta con sé le proprie difficoltà quotidiane.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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