Non è mai corso buon sangue tra inglesi ed irlandesi e questa non è una notizia. Le dispute politiche, sociali e religiose che da secoli oppongono le due nazioni si sono spostate anche sui social durante i Mondiali di Calcio 2026. Ne è una dimostrazione la spassosa campagna pubblicitaria di Aldi Ireland che sta conquistando i social grazie a una serie di video ironici che giocano sulla storica rivalità sportiva tra Irlanda e Inghilterra.
Il format è semplice ma geniale: nei reel pubblicati dall’azienda, poco prima della partita che coinvolge la squadra dei Tre Leoni, compaiono clienti irlandesi che fanno la spesa indossando le bandiere, i colori e i simboli della nazionale che sta per affrontare l’Inghilterra. Il risultato è una sequenza di sketch che ha raccolto milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti. La “guerra” è iniziata già dalla fase a gironi ma si sta intensificando ora che i bianchi di Tuchel sono approdati ai quarti dopo un’epica vittoria contro il Messico, in 10 contro 11, sotto di un gol, e con 11 minuti di recupero.
La campagna si ispira a un fenomeno ben noto agli appassionati di calcio irlandesi, sintetizzato dall’espressione “Anyone But England”, spesso abbreviata in ABE. Tradotto letteralmente significa “Chiunque tranne l’Inghilterra” e rappresenta un atteggiamento scherzoso ma radicato nel mondo sportivo irlandese: quando la propria nazionale non è impegnata, molti tifosi finiscono per sostenere chiunque giochi contro gli inglesi (lo fecero anche quando l’Italia affrontò e sconfisse l’Inghilterra nella finale degli Europei 2020).
Aldi Ireland ha trasformato questa tradizione in un contenuto perfetto per i social network. In ogni episodio viene mostrata una scena apparentemente normale all’interno di un supermercato. I clienti, però, si presentano vestiti in modo da richiamare il Paese che dovrà sfidare l’Inghilterra nelle ore successive.
Quando è stato il turno di Panama, tra gli scaffali sono comparsi richiami all’immaginario tropicale e accessori ispirati all’America Centrale. In occasione di altre partite, i protagonisti hanno sfoggiato maglie, bandiere e oggetti che richiamavano la nazionale avversaria del momento. Uno dei video più apprezzati ha mostrato clienti con i colori del Congo mentre facevano acquisti come se fosse la cosa più naturale del mondo.
In un altro caso, gli acquirenti hanno trasformato la spesa quotidiana in una sorta di festa dedicata alla Svizzera, con bandiere elvetiche e prodotti simbolicamente associati al Paese alpino. Aldi non ha inventato una rivalità né un’abitudine dei tifosi irlandesi, ma ha semplicemente trasformato un comportamento già noto in una serie di contenuti leggeri e divertenti.
Le sezioni dei commenti sono diventate parte integrante dello spettacolo. Migliaia di utenti suggeriscono nuove idee per le partite successive, proponendo costumi, prodotti e stereotipi nazionali da utilizzare nei reel futuri. In questo modo il pubblico non si limita a guardare i video, ma contribuisce direttamente alla loro evoluzione. Considerando il fatto che il prossimo avversario degli inglesi sarà la Norvegia di Haaland possiamo ipotizzare qualcosa di iconico. Per esempio persone che fanno la spesa con elmi vichinghi (cornuti).
