Più di 23 milioni di persone hanno firmato una petizione che chiede l’esclusione dell’Argentina dai Mondiali, mentre la FIFA ha aperto un’indagine sugli scontri avvenuti al termine della finale contro la Spagna. Intanto, sui social si è diffusa una teoria del complotto secondo cui il torneo sarebbe stato pilotato a favore dell’Albiceleste. Ma da dove nasce questa convinzione e quali elementi sono accertati?
La petizione, diventata virale in pochi giorni, sostiene che l’Argentina avrebbe beneficiato di un trattamento di favore da parte degli arbitri e della FIFA. Il testo dell’iniziativa afferma che le decisioni arbitrali sarebbero state sistematicamente orientate a vantaggio della nazionale sudamericana e si conclude chiedendone l’esclusione permanente dalla competizione. L’appello, ormai chiuso, ha superato i 23,3 milioni di firme raccolte in circa una settimana, sfiorando persino il record mondiale Guinness per una petizione.

La petizione, tuttavia, non produce alcun effetto giuridico o sportivo. Si tratta di un’iniziativa promossa da tifosi e non ha alcun valore vincolante nei confronti della FIFA, che resta l’unico organismo competente ad adottare eventuali provvedimenti disciplinari. Gli unici procedimenti ufficialmente aperti riguardano infatti gli episodi verificatisi al termine della finale, quando alcuni giocatori argentini sono stati coinvolti in una rissa con i calciatori della Spagna. La federazione internazionale ha confermato l’avvio di un’indagine disciplinare per verificare se siano state violate le norme sul comportamento sportivo e sul rispetto dell’immagine del calcio.
Proprio questo clima di sfiducia ha alimentato quella che molti definiscono la “teoria del complotto” sui Mondiali. Secondo questa narrazione, l’intero torneo sarebbe stato costruito per favorire Lionel Messi e l’Argentina, attraverso arbitraggi ritenuti troppo permissivi, interventi del VAR giudicati discutibili e decisioni considerate favorevoli nei momenti decisivi. Nel corso delle settimane sono circolati migliaia di post, video e immagini, molte delle quali realizzate con l’intelligenza artificiale, che presentavano questi episodi come prove di un presunto piano orchestrato dalla FIFA.
Messi and İnfantino pic.twitter.com/fSaiWhyLOW
— football Motto (@footballmottotr) July 16, 2026
Le contestazioni riguardano soprattutto interpretazioni di episodi arbitrali e decisioni di gara, che hanno alimentato un acceso dibattito tra tifosi e osservatori. La stessa campagna “Argentina Out” precisa di chiedere un’indagine indipendente, non di dimostrare automaticamente l’esistenza di brogli o manipolazioni.
Tra le ipotesi più estreme circolate sui social c’è anche quella, del tutto priva di prove, secondo cui l’Argentina avrebbe subito pressioni esterne prima della finale. La teoria nasce da un video del discorso di Lionel Messi nello spogliatoio e dalle espressioni tese di alcuni compagni, interpretate da alcuni utenti come il segnale di imposizioni o condizionamenti. Si tratta però di semplici speculazioni, mai confermate da fatti o da fonti ufficiali.
Le polemiche, inoltre, non si limitano agli arbitraggi. Nel corso del torneo sono finite sotto i riflettori anche alcune vicende extracalcistiche, come i cori giudicati offensivi da parte di una parte della tifoseria argentina, l’esposizione dello striscione “Las Malvinas son Argentinas” dopo la semifinale contro l’Inghilterra e, infine, la rissa scoppiata al termine della finale. Tutti episodi che hanno contribuito a trasformare la nazionale campione del mondo del 2022 in una delle squadre più discusse dell’edizione 2026.
Pur non avendo conseguenze pratiche sul torneo, il numero di adesioni dimostra quanto il dibattito abbia superato i confini del calcio, trasformandosi in un caso globale che coinvolge sport, social network e percezione pubblica.
