Gift Orban, il giovane talento nigeriano in forza al Verona, ha lasciato il segno allo stadio Maradona, mettendo a segno un rigore decisivo contro il Napoli. Il suo nome, Gift, significa “dono” in inglese, ma per i tifosi partenopei è stato più un incubo che un regalo. Con una doppietta che ha chiuso il primo tempo sul 2-0, Orban è diventato il protagonista indiscusso della sfida.
Il giocatore, già capocannoniere stagionale dei gialloblù con cinque reti, tutte pesanti per la classifica della squadra, si distingue non solo per le sue qualità tecniche ma anche per le sue esultanze fuori dal comune. Al Maradona, dopo aver trasformato il rigore concesso per un fallo di mano dubbio di Buongiorno, il nigeriano ha mimato una linguaccia e un gesto di testa sgozzata, guadagnandosi un’ammonizione. Non è nuovo a simili manifestazioni di gioia: in passato ha esultato mangiando l’erba del campo.
Orban nasce a Benue, Nigeria, il 17 luglio 2002, e inizia la sua carriera calcistica nel Bison FC. Si mette in luce in Norvegia con lo Stabæk, contribuendo con 16 gol e 7 assist alla promozione del club in Superligaen, e ricevendo il titolo di miglior giovane della stagione. Nel 2023, il passaggio al Gent in Belgio vede Orban battere record su record, tra cui la tripletta più veloce nella storia delle competizioni UEFA.
Il suo viaggio prosegue attraverso la Francia e la Germania, prima di arrivare a Verona. La storia di Orban è quella di un ragazzo che ha conosciuto la povertà in Africa e ha deciso di usare il calcio come mezzo per cambiare la sua vita e quella degli altri. “Voglio avere successo per aiutare la mia famiglia e tutti i poveri e orfani”, ha raccontato all’Equipe. Sulla spiaggia nigeriana, dove ha iniziato a giocare, ha sviluppato i muscoli che oggi lo contraddistinguono.




