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    Home»Nuoto»Paltrinieri si apre come mai prima, poi racconta l’episodio più assurdo della sua carriera
    Nuoto

    Paltrinieri si apre come mai prima, poi racconta l’episodio più assurdo della sua carriera

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino27 Luglio 2026 9:43Nessun commento4 Mins Read
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    Gregorio Paltrinieri
    Gregorio Paltrinieri - foto di Voltmetro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
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    “Pensavo che quei quindici minuti decidessero tutta la mia vita“. Gregorio Paltrinieri si è raccontato senza filtri nell’ultima puntata di Jeantoneria Podcast, ripercorrendo la pressione vissuta prima della finale olimpica dei 1500 stile libero a Rio 2016. Pensavo che quel giorno mi avrebbe definito: sarei diventato un eroe oppure avrei fallito“, ha spiegato il campione di Carpi. Oggi si prepara agli Europei di Parigi in programma dal 4 all’8 agosto con un approccio completamente diverso.

    Il percorso di Paltrinieri nel nuoto è iniziato molto presto. Il padre, ex nuotatore e allenatore, gestiva una piscina, mentre la madre ha sempre avuto paura dell’acqua. Dopo essere entrato giovanissimo nel giro della Nazionale, a 16 anni lasciò Carpi per trasferirsi al Centro Federale di Ostia: “A un certo punto Carpi era diventata poco stimolante. Dovevo confrontarmi con gente più forte di me“.

    Nel 2012, mentre gareggiava agli Europei di Debrecen, Paltrinieri apprese dai giornali del terremoto che aveva colpito l’Emilia. I genitori avevano deciso di non informarlo immediatamente per non destabilizzarlo durante la competizione. Aveva 17 anni e si trovava al suo primo Campionato Europeo, concluso con la vittoria nei 1500 stile libero. Tra il titolo europeo del 2012, quello mondiale del 2015 e l’oro olimpico di Rio 2016, Paltrinieri attraversò un periodo nel quale la vittoria nei 1500 stile libero sembrava quasi inevitabile. Alla domanda se fosse mai entrato in vasca convinto di essere imbattibile, la risposta è stata netta: “Cento per cento, tutte le volte. Ogni volta che mi buttavo vincevo e sembrava tutto molto facile. In quel periodo ero nettamente il più forte“.

    Quella sicurezza, tuttavia, finì per trasformarsi in pressione opprimente. Le aspettative esterne e la convinzione di non poter perdere resero quegli anni più difficili da vivere, nonostante i risultati straordinari. “Quando inizi a crederci e a credere a quello che dice la gente, crei aspettative e pressioni troppo grandi. Nello sport non devi dare niente per scontato. Nessuno è imbattibile e tutti hanno perso tante volte“, ha spiegato con lucidità.

    Prima dei Giochi Olimpici di Rio 2016, l’oro di Paltrinieri nei 1500 stile libero veniva spesso presentato come una delle poche certezze della spedizione italiana. L’azzurro arrivava all’appuntamento dopo aver dominato la specialità, ma proprio quella superiorità aumentò il peso della finale. L’oro arrivò, ma il sollievo fu enorme, più della gioia.

    Con il tempo, Paltrinieri ha imparato a vivere le vittorie in modo diverso e a quasi 32 anni parla di “flusso”: lo stato in cui le braccia girano da sole e non si percepisce la fatica.

    L’atleta ha raccontato anche un episodio particolare avvenuto durante una prova in Cina, il giorno prima di una gara di nuoto in acque libere. Dopo aver mangiato male tutta la settimana, probabilmente a causa dell’acqua o del cibo locale, ha dovuto affrontare un’emergenza fisica (quella più “corposa”) mentre era in acqua con circa 100 partecipanti.

    “Non me lo scorderò mai, eravamo in tanti in acqua, io ero davanti. Ho provato a prendere il largo, ma mi stavo sentendo male“, ha raccontato con ironia. Fortunatamente si trattava solo di un riscaldamento e non della gara vera e propria, e indossava un costume semplice che gli permise di gestire la situazione: “Mi sono rimesso il costume, ho continuato a nuotare, mi sono ributtato nel gruppo insieme agli altri e sono andato“.

    Gli Europei di Parigi rappresentano un passaggio importante verso i Mondiali 2027 e, soprattutto, verso la qualificazione olimpica per Los Angeles 2028. Paltrinieri è convocato per le gare di fondo: 5 km, 10 km e 3 km knockout. È tornato a gareggiare dopo gli interventi al gomito e al dito del 2025, e a inizio luglio ha dichiarato di stare bene e di allenarsi con il focus sulle acque libere.

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    Francesca Fiorentino
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    Sono giornalista professionista, podcaster e voice talent. Mi sono laureata nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi dedicata a Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre appassionata di calcio (nonché tifosa), ho lavorato per dieci anni in radio occupandomi principalmente di sport, spettacolo e cultura, prima di approdare al web nel 2010. Dal 2018 produco e realizzo podcast di approfondimento dedicati a cinema, serie TV, cultura e lifestyle e mi occupo anche di formazione, insegnando podcasting.

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