Tadej Pogačar parte anche oggi da grande favorito per la dodicesima tappa del Tour de France 2026, con la maglia gialla saldamente sulle spalle e un vantaggio rassicurante nella classifica generale. Eppure, invece degli applausi che solitamente accompagnano il leader della Grande Boucle, negli ultimi giorni una parte del pubblico ha scelto di accoglierlo con fischi e contestazioni. Un paradosso che ha sorpreso persino Jonas Vingegaard, il suo principale rivale, intervenuto pubblicamente in sua difesa. Come se non bastasse, nella tappa di ieri lo sloveno ha anche sfiorato una caduta che avrebbe potuto compromettere l’intero Tour.
I fischi hanno raggiunto il loro momento più evidente al termine della decima tappa, con arrivo a Le Lioran. Dopo l’ennesima dimostrazione di superiorità, Pogačar ha tagliato il traguardo tra i “buu” provenienti da una parte degli spettatori. Non esiste un episodio preciso che abbia acceso la contestazione, ma molti osservatori la fanno risalire ai primi giorni della corsa, quando il campione sloveno e il compagno di squadra Isaac Del Toro festeggiarono insieme sul traguardo di Barcellona con un passo di danza che non fu apprezzato da tutti. Da allora, la sensazione è che una parte del pubblico abbia iniziato a vedere il dominio della UAE Team Emirates-XRG con crescente fastidio.
Il diretto interessato, però, non si è lasciato condizionare. Dopo la vittoria di Le Lioran ha spiegato che quei fischi rappresentano soltanto una motivazione in più. Ha sottolineato di amare il pubblico del ciclismo e di considerarlo il migliore tra tutti gli sport, aggiungendo però che gli insulti finiscono soltanto per dare ancora più energia a lui e ai suoi compagni di squadra. Un atteggiamento che richiama quello di altri grandi campioni abituati a trasformare le critiche in uno stimolo.
A prendere posizione è stato anche Jonas Vingegaard. Il danese, secondo nella classifica generale e unico vero rivale per la maglia gialla, ha condannato senza esitazioni il comportamento di una parte del pubblico. Secondo il due volte vincitore del Tour de France, non è accettabile assistere a una gara soltanto per fischiare un atleta. Ha ricordato di aver vissuto una situazione simile quando indossava lui la maglia gialla e ha invitato chi non riesce a sostenere i corridori a restare semplicemente a casa.
Come se la pressione del pubblico non bastasse, nella tappa di ieri lo sloveno ha anche corso un rischio molto concreto. Durante la frazione da Vichy a Nevers, disputata a velocità record con una media superiore ai 50 km/h, Pogačar ha sfiorato una borraccia rimasta sull’asfalto mentre il gruppo viaggiava a circa 55 chilometri orari. Dopo l’arrivo ha raccontato di aver davvero temuto il peggio: una caduta in quel momento avrebbe potuto significare la fine del suo Tour de France. Fortunatamente è riuscito a mantenere il controllo della bicicletta e a proseguire senza conseguenze.
