La Vuelta 2026 si è trasformata in un caso mediatico inaspettato, e non per le imprese di Tadej Pogačar in maglia rossa. Al centro della polemica c’è Erola Jons, influencer catalana da 3 milioni di follower su Instagram, ingaggiata dagli organizzatori della corsa spagnola per creare contenuti social destinati a un pubblico giovane e meno avvezzo al ciclismo tradizionale.
L’esperimento di marketing si è rivelato un boomerang fin dalla prima tappa, la cronometro inaugurale disputata nel Principato di Monaco il 22 agosto. Jons, che si presenta come creatrice di contenuti, attrice e imprenditrice, ha costruito la sua notorietà sui social con video umoristici in cui fa scherzi a sconosciuti in luoghi pubblici come biblioteche o supermercati. Nel 2023, uno dei suoi video su TikTok è diventato virale raggiungendo oltre 40 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore, portandola ad accumulare oltre 6,5 milioni di follower complessivi e a essere inclusa da Forbes nella lista dei 100 creatori più influenti del momento.
Il problema è emerso quando l’influencer ha applicato il suo stile provocatorio al contesto di una delle corse ciclistiche più importanti del mondo. Durante la prima giornata, Jons ha inseguito Pogacar mentre pedalava sui rulli a fine prova e mentre si preparava a salire sul podio per indossare la maglia rossa. Per attirare la sua attenzione ha fatto ricorso a urletti e gridolini, chiamandolo ripetutamente “Pogachìtar” invece che con il suo vero nome.
Quando finalmente è riuscita ad avvicinare il campione sloveno, Jons lo ha sorpreso con domande che hanno lasciato Pogacar visibilmente sconcertato: “Perché iperventili ogni volta che mi vedi?” e “Grande Pogachìtar, porta anche me a fare un giro” (una vuelta, in spagnolo), tentando esplicitamente di flirtare con lui. Il leader della corsa, da signore, si è limitato ad annuire e sorridere senza smettere di chiedersi cosa ci facesse quella persona continuamente alle sue spalle.
Le critiche più dure sono arrivate dalle giornaliste sportive che da anni lavorano per ritagliarsi uno spazio in un ambiente tradizionalmente maschile. Laura Meseguer, volto storico di Eurosport che da vent’anni raccoglie le dichiarazioni dei corridori, ha espresso tutto il suo disappunto: “Molte donne hanno trascorso anni a lottare per ampliare il nostro spazio in uno sport dominato dagli uomini, affinché veniamo trattate con rispetto e abbiamo le stesse opportunità di tutti gli altri. È un grave errore assumere qualcuno che non conosce affatto lo sport, il cui contenuto si baserà su questa serie di commenti sessisti da cui noi donne cerchiamo di liberarci da decenni“.
Anche alla televisione spagnola TVE il caso ha sollevato un dibattito acceso. Carlos de Andrés ha coinvolto le colleghe giornaliste che si sono sentite offese dalla scelta degli organizzatori. “Non mi sognerei mai di andare da Pogacar e dirgli: ‘Dai, Pogachìtar’. Stiamo parlando con una delle figure più importanti dello sport mondiale. Non è come un tizio qualsiasi che passa di lì e io cerco di fare una battuta“, ha commentato de Andrés, aggiungendo di sperare che l’organizzazione si renda conto che forse non è stata la migliore idea possibile.
E dire che, mentre i contenuti abituali di Jons generano tra i 5 e i 35 milioni di visualizzazioni, i suoi video ciclistici hanno raggiunto appena 4.000 visualizzazioni su YouTube, una frazione microscopica rispetto al suo pubblico abituale. Sui social, però, la reazione è stata decisamente più forte, con l’influencer sommersa di critiche e commenti sessisti che hanno ulteriormente alimentato la polemica.
Di fronte alle proteste, gli organizzatori della Vuelta hanno fatto una parziale retromarcia. Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, a Jons sarebbe stato rivolto un avvertimento e il suo pass sarebbe stato sostituito con uno riservato alla stampa, che ne limita gli accessi.
L’influencer resterà in carovana fino alla fine della corsa ma non avrà più accesso alla zona mista, agli autobus delle squadre o ai checkpoint dove potrebbe interagire direttamente con i ciclisti durante la competizione. La Vuelta ha inoltre ufficialmente richiesto a Erola Jons di adattare il tono e lo stile dei suoi post al contesto di un evento sportivo di alto livello.
