Intervistare un campione è il lavoro di un giornalista e col passare del tempo ci si abitua abbastanza in fretta. Farlo quando quel campione è la propria figlia, però, trasforma ogni domanda in un piccolo equilibrio tra emozione e professionalità. È quello che accade a Paolo Pellacani, volto del giornalismo sportivo di La7 (anche moviolista per Biscardi) e padre di Chiara Pellacani, protagonista assoluta degli Europei di tuffi con quattro medaglie d’oro (e il bottino può salire). Un rapporto speciale che emerge anche davanti alle telecamere: appena vede il padre con il microfono, la campionessa sorride, si lascia andare a una risata, poi ritrova subito la concentrazione e risponde con il rigore di un’atleta abituata ai grandi palcoscenici.
Il curioso retroscena è stato raccontato dallo stesso Paolo Pellacani a Gazzetta dello Sport, che descrive quei pochi secondi come un momento ormai diventato una piccola tradizione.
“È divertente quando la intervisto, a lei viene da ridere poi risponde da professionista. Mi ha impressionato nella gara dai 3 metri. Mai vista saltare così in alto, precisa, perfetta. Le ho fatto la battuta: ma ti sei mangiata una cinese?“
Ricordiamo che la straordinaria Chiara #Pellacani è figlia di Paolo, giornalista de La7, che per alcuni anni è stato il moviolista del Processo di Biscardi.
Qui mentre analizza gli episodi nella storica puntata post Italia-Corea del Sud del 2002.#Paris2026 pic.twitter.com/XetZluJWTY— Simone Salvador (@simonesalvador) August 4, 2026
L’Europeo sta consacrando Chiara Pellacani che nelle scorse ha ricevuto anche la benedizione della regina azzurra dei tuffi, Tania Cagnotto. I quattro ori conquistati rappresentano uno dei risultati più prestigiosi della storia recente dei tuffi italiani e confermano una crescita costante iniziata già negli anni giovanili. La romana, trasferitasi negli Stati Uniti per conciliare studio universitario e attività agonistica, è diventata un punto di riferimento internazionale grazie a una continuità di rendimento costruita stagione dopo stagione.
Dietro i successi, però, c’è anche un ambiente familiare che ha sempre cercato di alleggerire il peso delle aspettative. Paolo Pellacani racconta di aver ripetuto alla figlia lo stesso concetto prima di ogni gara: qualsiasi medaglia rappresenta un traguardo da festeggiare.
“Agli Europei di Roma 2022 dopo l’argento le chiesero se fosse delusa per aver perso l’oro. E lei: ‘Una medaglia è sempre guadagnata, non è mai persa’. Ne fui orgoglioso“.
Tra padre e figlia esiste anche un linguaggio tutto loro. Durante le gare Paolo la incoraggia con un soprannome nato quasi per gioco, Pobosci, privo di un significato preciso ma capace ogni volta di strapparle un sorriso. È successo anche dopo uno degli ori europei, quando Chiara, dal podio, si è voltata proprio perché aveva riconosciuto quella voce tra il pubblico.
Il giornalista sottolinea inoltre un aspetto che considera decisivo nella crescita della figlia: la capacità di parlare apertamente delle proprie paure.
“Non si è mai vergognata delle sue paure, Chiara sa chiedere aiuto, è un segno di forza. Si difende bene da sola. Ha sviluppato il suo modo di comunicare anche con i suoi video. È intelligente, i social li cavalca ma non li subisce“.
Una maturità comunicativa invidiabile, sempre più importante nello sport moderno, dove gli atleti sono chiamati a gestire non solo le prestazioni, ma anche la propria immagine pubblica. Oggi, nel pomeriggio, Chiara è chiamata a un’altra prova maiuscola assieme a Elisa Pizzini nella finale del sincro donne. Ci sarà da festeggiare.
