Ai Mondiali di calcio in corso in Canada, Messico, USA, c’è stata la partita che si è giocata sul campo tra Portogallo e Repubblica Democratica del Congo, finita con un sorprendente 1-1, e poi quella che si è giocata sulle grafiche televisive e che ha riservato altrettante sorprese. La scelta adottata nella versione destinata al pubblico italiano, è stata infatti modificata rispetto a quella utilizzata nella copertura internazionale dell’evento. Il motivo? L’accostamento delle sigle standard avrebbe generato una combinazione potenzialmente imbarazzante.
In genere, le abbreviazioni delle squadre vengono ricavate dalle prime lettere del nome della nazionale o del club e consentono di identificare rapidamente le contendenti durante la partita. Nel caso di Portogallo e Repubblica Democratica del Congo, però, l’accostamento delle sigle internazionali avrebbe prodotto la combinazione POR-COD. Una sequenza di lettere che, almeno in Italia, avrebbe potuto prestarsi a facili doppi sensi riferiti a una espressione blasfema e a inevitabili ironie sui social network (che, ovviamente, ci sono state).
POR – COD 1-0
Inutile memare pic.twitter.com/vBDfFUlBKv
— cesco (@fearlessfrvn) June 17, 2026
Per questo motivo, nelle immagini destinate al mercato italiano è stata adottata una soluzione alternativa: PRT per il Portogallo e CNG per il Congo. La grafica tutta italiana di Portogallo-Repubblica Democratica del Congo è diventata così PRT-CNG, mentre nel resto del mondo è rimasta invariata come POR-COD. Una scelta diversa rispetto a quanto successo sulla tv svizzera di lingua italiana, La2, dove la grafica della partita è rimasta POR-COD senza alcun cambiamento.
Pure la tv svizzera-italiana con POR-COD rendiamoci conto https://t.co/RdtbQbBGqI pic.twitter.com/CICa7uT6a3
— Pierre Clement (@Pierre8244309) June 17, 2026
La modifica, apparentemente marginale, ha scatenato discussioni tra gli appassionati, trasformando una semplice scelta grafica in un piccolo caso mediatico. Sui social le reazioni sono state contrastanti. C’è chi ha scritto: “Penso che in Italia ci siano ben altri problemi da risolvere, che perdersi dietro a cavolate simili“. Altri hanno commentato con toni più polemici: “È uno scherzo, vero? Qui si tratta di essere veramente fuori di testa. Stiamo qui a ragionare di tv, a parlare di programmi di un’altra epoca e non al passo coi tempi, e poi giudichiamo ancora disdicevole un patetico cartello con le sigle di due nazionali“.
Per chi segue il calcio da anni, questa vicenda richiama inevitabilmente un episodio già noto agli addetti ai lavori. In Serie A, infatti, la partita tra Cagliari e Atalanta è stata a lungo associata a una problematica simile. L’accostamento delle abbreviazioni standard delle due squadre produceva la scritta CAG-ATA.
