Sinisa Mihajlovic ci ha lasciato tre anni fa, ma la sua eredità di coraggio e determinazione continua a ispirare. Nato nel 1969 a Vukovar, Mihajlovic ha iniziato la sua carriera calcistica con il Borovo nel 1986. La sua ascesa nel calcio professionistico lo ha portato a vincere la Coppa dei Campioni nel 1991 con la Stella Rossa e a giocare in Serie A con la Roma. Dopo un periodo alla Sampdoria, ha trovato il suo apice con la Lazio, conquistando un impressionante palmarès, tra cui uno scudetto e diverse coppe.
Non solo calciatore, Sinisa è stato un allenatore appassionato. Dalla panchina del Bologna, dove ha lasciato un segno indelebile, ha guidato altre squadre come Catania, Fiorentina, Milan e Torino. Nel 2019, quando ha scoperto di avere la leucemia mieloide acuta, ha affrontato la malattia con la stessa tenacia mostrata in campo. Nonostante un trapianto di midollo osseo, la battaglia si è conclusa il 16 dicembre 2022.
La sua famiglia è stata il pilastro della sua vita. Con Arianna Rapaccioni, conosciuta a 23 anni, ha costruito un nucleo solido attorno ai loro cinque figli. La moglie è stata il suo sostegno durante tutta la sua lotta contro la leucemia, rivelando il lato più intimo di un uomo conosciuto per il suo carattere forte. Il suo attaccamento alla vita e alla famiglia ha reso Sinisa un simbolo di resilienza e amore.