Jannik Sinner è tornato ad allenarsi sul cemento, pronto a riabbracciare la superficie che più di ogni altra gli ha regalato successi e soldi. È qui, non a caso, che il numero uno al mondo ha vinto tre dei suoi cinque titoli Slam nelle ultime tre stagioni, ed è qui che ha costruito buona parte del suo impero economico: 23 dei suoi 30 titoli in carriera sono arrivati proprio sul cemento.
L’obiettivo sportivo immediato è arrivare a quota sei Slam, per avvicinarsi al rivale Carlos Alcaraz e prepararsi a un possibile assalto diretto già dall’inizio del 2027. Ma parallelamente ai risultati in campo corre, sempre più veloce, la crescita del suo patrimonio. Grazie ai premi accumulati dall’inizio della carriera, arrivati ormai a quasi 61 milioni di euro, Sinner potrebbe chiudere l’anno vicino ai 100 milioni solo di prize money.
Un numero enorme, eppure il tennista altoatesino ha più volte ribadito di dare al denaro il giusto valore, senza farsi guidare dai guadagni nelle proprie scelte. Concessi a sé stesso solo un paio di supercar (una Ferrari e una Porsche), resta comunque il ragazzo che, dopo il primo torneo vinto, decise di acquistare una macchina incordatrice per risparmiare sui costi di manutenzione delle racchette, un aneddoto che oggi, alla luce dei suoi guadagni attuali, quasi 1.400 euro per ogni minuto giocato, suona quasi paradossale.

Al netto dei premi ufficiali, il vero moltiplicatore del patrimonio di Sinner, però, è il business fuori dal campo. Il tennista può contare oggi su un portafoglio di 14 partnership internazionali, per un valore stimato attorno ai 35 milioni di euro l’anno tra accordi fissi e bonus, secondo dati di ChainOn. Nomi come Nike, Gucci, Rolex, Lavazza, De Cecco, La Roche-Posay, Fastweb, Explora Journeys e Allianz hanno scelto di legarsi all’immagine del numero uno del ranking mondiale, attratti da una combinazione più unica che rara: risultati, credibilità e continuità di rendimento.
Il percorso verso quota 100 milioni di soli premi, dunque, appare tutt’altro che teorico. Solo vincendo le ATP Finals da imbattuto, come già fatto lo scorso anno, Sinner incasserebbe altri 4,6 milioni di euro. Tra qui e Torino lo attendono almeno tre Masters 1000 (Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor) e lo US Open, appuntamenti che, in caso di un percorso fino alle fasi finali, potrebbero portare in cassa un’altra decina di milioni.
A questo si aggiunge il Six Kings Slam, torneo esibizione saudita che pur non assegnando punti ranking mette in palio un montepremi monstre da 5,5 milioni di euro per il vincitore, oltre a premi simbolici come una racchetta d’oro dal valore di quasi mezzo milione: un trofeo conquistato da Sinner nelle ultime due edizioni.
Numeri da capogiro che lo stesso tennista preferisce non enfatizzare troppo: “Non gioco per soldi. Il denaro è importante ma non così tanto”, ha ribadito più volte, quasi a voler tenere a distanza il peso mediatico delle cifre che ormai accompagnano ogni sua vittoria.
