Le dichiarazioni di Giovanna Botteri e Luca Sommi su Jannik Sinner hanno riacceso una polemica che accompagna il numero uno del tennis mondiale ormai da diversi anni. Al centro del dibattito c’è ancora una volta la scelta del campione altoatesino di risiedere a Montecarlo, tema tornato virale sui social dopo la diffusione di un video registrato durante un incontro pubblico.
Il confronto tra i due giornalisti si è svolto nell’ambito della manifestazione “Lungo il Fiume: Persone, Cammini, Storie”, a Medesano. Durante una conversazione dedicata anche ai temi della tassazione e dei grandi patrimoni, il discorso è arrivato sul Principato di Monaco, dove vivono diversi personaggi noti, tra cui Flavio Briatore. Da qui il passaggio a Jannik Sinner è stato immediato.
“Anche Sinner abita lì. Quanto mi rode che Sinner viva a Monte Carlo“.
Luca Sommi ha condiviso la stessa posizione, sostenendo che, a suo giudizio, un atleta con guadagni così elevati potrebbe mantenere la residenza fiscale nel proprio Paese, citando Carlos Alcaraz come esempio. Nella conversazione è stata inoltre menzionata una cifra di circa 70 milioni di euro all’anno, mentre Botteri si è domandata quale utilizzo possa essere fatto di un patrimonio di queste dimensioni.
“Quello che mi chiedo sempre è: uno che cosa fa con 70 milioni l’anno? Ti compri una casa, ok, magari il motorino, una macchina, due macchine. Poi compri una casa al figlio. Ma poi? Cioè 70 milioni. Questi hanno case, robe che nemmeno si ricordano di avere“.
Il filmato è stato rilanciato sui social network soltanto nei giorni successivi all’evento, generando migliaia di commenti. Numerosi sostenitori di Sinner hanno preso le difese del tennista, ricordando che quella di vivere a Montecarlo non rappresenta un caso isolato nel circuito professionistico. Molti utenti hanno inoltre osservato come la stessa scelta sia stata compiuta da diversi altri atleti senza suscitare un livello analogo di attenzione.
In effetti, la residenza nel Principato è piuttosto diffusa tra i tennisti di alto livello. Tra gli italiani hanno scelto Montecarlo anche Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, mentre tra gli stranieri figurano, tra gli altri, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas e Grigor Dimitrov. Oltre agli aspetti fiscali, il Principato offre strutture di allenamento di altissimo livello, la possibilità di confrontarsi quotidianamente con altri professionisti e condizioni favorevoli dal punto di vista logistico e della privacy.
Sinner vive a Montecarlo dal 2020, quando aveva appena 19 anni, quindi molto prima di diventare il dominatore del circuito ATP. In diverse occasioni ha spiegato che la decisione è legata soprattutto a esigenze professionali, considerando che il suo centro di allenamento e gran parte della sua attività sportiva si trovano proprio nel Principato.
La questione è stata affrontata anche da esperti di diritto tributario che hanno sottolineato come la situazione del tennista non presenta elementi di irregolarità, evidenziando come il suo centro degli interessi vitali e lavorativi sia effettivamente all’estero. Trascorrendo gran parte dell’anno tra allenamenti e tornei internazionali, la sua posizione rientra nel quadro previsto dalle norme fiscali.
Anche il tema dei guadagni merita una precisazione. Durante il dibattito è stata citata una cifra di circa 70 milioni di euro annui, ma le stime disponibili indicano importi inferiori. I premi conquistati nei tornei rappresentano soltanto una parte delle entrate di Sinner, alle quali si aggiungono i contratti di sponsorizzazione e le partecipazioni a eventi esibizione.
Inoltre, i premi vinti nei tornei vengono tassati nei Paesi in cui vengono disputati: è accaduto, ad esempio, a Wimbledon, dove una quota consistente del montepremi è stata trattenuta dal fisco britannico, così come in Italia per i successi ottenuti agli Internazionali di Roma e alle ATP Finals di Torino. Il dibattito sulla residenza fiscale del campione, dunque, continua a dividere l’opinione pubblica, ma resta un tema che va distinto dal rispetto delle normative vigenti.
