Il lunedì dopo il deludente Gran Premio di Silverstone, Kimi Antonelli ha vissuto una giornata speciale che difficilmente dimenticherà. Il pilota bolognese della Mercedes, leader del Mondiale di Formula 1, si è recato a Wimbledon per la sua prima volta e ha avuto l’opportunità di incontrare una leggenda dello sport: Roger Federer.
“È stato grandioso. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato molto di più al tennis conoscendo anche Jannik Sinner. Ho cominciato a seguirlo di più ed è stata una gran bella esperienza“, ha raccontato il diciannovenne emiliano alla vigilia del fine settimana che porterà al Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps, uno dei più difficili del calendario e della Storia.
L’incontro con l’ex numero uno del tennis mondiale si è rivelato ben più di una semplice foto ricordo. Federer e Antonelli hanno avuto modo di parlare a lungo, toccando diversi temi sia sportivi che personali. “Aver avuto la possibilità di parlare con Roger è stato altrettanto grandioso. Mi ha parlato tanto dei campi in erba e anche delle sue esperienze precedenti. Abbiamo parlato delle mie gare, di quando lui giocava e anche della sua vita in generale“, ha spiegato Kimi.
Il pilota italiano ha voluto sottolineare la personalità del campione svizzero: “Penso che sia, oltre a essere un atleta incredibile, anche una persona incredibile. Molto umile e molto aperta“.
Ma qual è stato il consiglio più prezioso che Federer ha dato ad Antonelli per affrontare la pressione di un Mondiale di Formula 1 da protagonista? “Mi ha detto semplicemente di concentrarmi soltanto su una gara alla volta. Di concentrarmi su quello che posso controllare e di controllare anche le emozioni, specialmente quelle che possono portarmi a commettere degli errori. Questi sono stati i suoi principali consigli“.
Arrivato a metà stagione, il bolognese ha tracciato un bilancio del proprio rendimento con un’onestà che ha sorpreso molti. Alla domanda su quale voto si darebbe, la risposta è stata chiara: “Non mi darei 10. Ci sono alcuni motivi. Innanzitutto l’errore in Australia nelle prove libere 3, quando ho quasi mancato le qualifiche e non siamo riusciti a trovare l’assetto giusto della vettura, compromettendo il resto del weekend“.
Poi, ha proseguito citando altri eventi: “Direi il Giappone: ho vinto, ma sono partito davvero male e poi ho avuto un po’ di sfortuna con la Safety Car. Più recentemente la Sprint di Miami, dove ho fatto un errore sui limiti di pista, e le qualifiche di Barcellona e di Spielberg. Ci sono alcune cosette che avrei dovuto fare meglio, per cui mi darei 8 e mezzo“.
Guardando al weekend di Spa-Francorchamps, il leader iridato resta comunque fiducioso. La strategia mentale suggerita da Federer sembra già fare effetto.
