Il tennis italiano non è più soltanto uno sport in crescita: è diventato, a tutti gli effetti, un fenomeno di massa capace di ridisegnare abitudini, interessi e persino la geografia della passione sportiva nel Paese. A fotografare questa trasformazione è l’Indice dell’Effetto Sinner (IES), uno studio realizzato da Casinos.com che misura il livello di entusiasmo per il tennis in ognuna delle venti regioni italiane, incrociando la pratica agonistica con l’interesse digitale espresso attraverso le ricerche online.
Il metodo di calcolo attribuisce a ogni regione un punteggio da 0 a 100: il 40% deriva dal numero di giocatori agonisti attivi ogni 100.000 abitanti, mentre il restante 60% viene ripartito equamente tra sei parole chiave analizzate su Google nel triennio compreso tra luglio 2023 e giugno 2026, Jannik Sinner, Jasmine Paolini, tennis, tennis in tv, torneo di Wimbledon e Coppa Davis.
Il risultato non lascia dubbi: il Trentino-Alto Adige comanda la classifica nazionale con 94,2 punti su 100, un margine molto ampio rispetto a tutte le altre regioni. Un primato che appare quasi scontato, considerando che è proprio in questa terra che è nato e cresciuto Jannik Sinner, oggi punto di riferimento assoluto del tennis mondiale. Ma è il resto della graduatoria a raccontare la vera portata del fenomeno: la crescita dell’interesse per la racchetta non riguarda soltanto la regione d’origine del campione altoatesino, ma si estende in modo sorprendente a gran parte del territorio nazionale. Le Marche, ad esempio, si piazzano già al quarto posto della classifica, segno che l’entusiasmo per questo sport si sta diffondendo capillarmente anche lontano dalle zone tradizionalmente più legate al tennis.

Il recente trionfo di Sinner a Wimbledon, arrivato al termine di una finale spettacolare, rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una crescita che va avanti da anni. L’altoatesino è riuscito in un’impresa che pochi altri campioni italiani erano riusciti a compiere: trasformarsi da semplice fuoriclasse sportivo a vero e proprio fenomeno culturale trasversale. Il suo stile sobrio, la continuità dei risultati ai vertici del ranking mondiale e la capacità di restare costantemente sotto i riflettori hanno reso il tennis uno degli sport più seguiti dagli italiani, superando una tradizione che per decenni ha visto il calcio come sport nazionale per eccellenza.
I numeri, come evidenziato dallo studio di Casinos.com, confermano questa tendenza in modo netto: la Federazione Italiana Tennis e Padel ha registrato una crescita impressionante del numero di tesserati, oggi saliti oltre quota 1,15 milioni: praticamente il triplo rispetto a soli pochi anni fa. Un balzo che ha riempito i circoli in tutta Italia e che ha trasformato uno sport a lungo percepito come elitario e costoso in una pratica sempre più diffusa e accessibile, capace di attrarre nuovi appassionati di ogni età e provenienza geografica.
Un cambiamento che va ben oltre il semplice dato sportivo: dietro alla crescita dei tesserati si muove infatti un vero e proprio indotto economico, fatto di attrezzature, abbigliamento, scuole tennis e strutture sportive, che sta contribuendo a ridisegnare il settore. Difficilmente, prima dell’era Sinner, si sarebbe potuto immaginare un simile impatto sociale ed economico generato da un singolo atleta. Resta ora da capire se questa spinta continuerà a crescere anche nei prossimi anni o se, come spesso accade con i fenomeni legati a un singolo campione, l’entusiasmo seguirà l’andamento dei risultati sportivi del suo protagonista.
