Mentre si prepara al ritorno in campo dopo la pausa estiva, Jannik Sinner si concede qualche momento di relax per le strade di Montecarlo al volante di una Ferrari 812 Competizione. Il contrasto, però, è curioso: il numero uno del tennis mondiale guida una delle supercar più esclusive prodotte a Maranello, ma non è ancora riuscito a ottenere la patente della moto, dopo quattro bocciature all’esame teorico.
Negli ultimi giorni il campione altoatesino è stato fotografato a bordo della Ferrari 812 Competizione, una serie limitata realizzata in appena 999 esemplari. Il modello monta un motore V12 aspirato da 830 cavalli ed è considerato uno dei progetti più esclusivi della casa di Maranello. Il prezzo di listino era di circa 499 mila euro, ma sul mercato delle auto da collezione il valore può ormai superare il milione di euro.
L’auto rappresenta una delle passioni del cinque volte campione Slam, che ha scelto di trascorrere gli ultimi giorni di riposo nel Principato prima di tornare sul cemento americano. Dopo aver rinunciato al Masters 1000 di Montreal, Sinner riprenderà infatti la stagione a Cincinnati, dove inizierà la preparazione in vista dello US Open, torneo nel quale sarà chiamato a difendere un bottino importante di punti.
Se con le quattro ruote tutto sembra filare liscio, la storia cambia quando si parla di moto. Lo stesso Sinner aveva raccontato con ironia, durante la cena dei campioni a Wimbledon, di essere stato bocciato quattro volte all’esame teorico per la patente motociclistica, scherzando sul fatto che forse fosse meglio continuare a giocare a tennis.
A confermare l’episodio è stata anche Celine Gazzotti, insegnante dell’autoscuola di Montecarlo dove il tennista ha deciso di iscriversi dopo le precedenti esperienze da privatista. Secondo l’istruttrice, intervista dal settimanale DiPiù, proprio la preparazione senza lezioni in aula avrebbe inciso sulle ripetute bocciature. Il prossimo tentativo arriverà dopo un percorso di studio più strutturato e, in caso di superamento della teoria, Sinner dovrà affrontare prima una prova di manovrabilità in circuito e successivamente l’esame su strada in sella a una Kawasaki di 650 cc.
Racconta Gazzotti: “Il prossimo esame lo farà dopo avere seguito le mie lezioni, non ho la certezza che verrà promosso, ma studiando con me qualche possibilità in più la avrà di certo. Mi dispiacerebbe se venisse bocciato per la quinta volta“.
In attesa di tornare protagonista nel circuito ATP, dunque, resta questo curioso paradosso: il numero uno del mondo può guidare senza problemi una Ferrari tra le più esclusive mai costruite, mentre continua a inseguire una patente che, almeno finora, gli ha riservato più difficoltà del previsto
