Diana Bianchedi, ex schermitrice olimpica nominata appena due mesi fa capo delegazione della Nazionale di calcio, ha rassegnato le dimissioni con una lettera che segna un nuovo capitolo nella battaglia tra istituzioni sportive e politica.
La decisione arriva poche ore dopo le durissime dichiarazioni del ministro dello Sport Andrea Abodi, che a margine di un convegno aveva lanciato un attacco frontale proprio contro Bianchedi e il vicepresidente vicario del Coni Marco Di Paola. “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente del Coni hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione ma se questa è sempre contraria dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è nell’ambito di un rapporto fiduciario“, aveva dichiarato Abodi, aggiungendo che “normalmente rapporti così non durano molto, nel ruolo e nella funzione“.
Le parole di Bianchedi nella lettera di dimissioni sono cariche di amarezza e fermezza:
“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano“.
L’attacco di Abodi faceva riferimento a quanto accaduto martedì scorso nella Giunta Coni, quando Bianchedi e Di Paola avevano espresso inizialmente perplessità sulla proposta di commissariamento della Federazione Italiana Pesistica avanzata dal presidente Luciano Buonfiglio, salvo poi votare a favore insieme a tutti gli altri membri, compreso Giovanni Malagò.
La nomina di Bianchedi a capo delegazione della Nazionale era stata controversa fin dall’inizio. La scelta di affidare un incarico così delicato e simbolico, storicamente ricoperto da figure legatissime al mondo del calcio come Gianluca Vialli e Gigi Riva, a una persona che non aveva mai lavorato nel settore calcistico aveva sollevato perplessità e critiche. A questo si aggiungeva il potenziale conflitto di interessi legato al suo doppio ruolo di vicepresidente del Coni, questione su cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione non aveva ancora espresso il proprio parere.
Le dimissioni di Bianchedi si sommano a un quadro poco roseo, segnato dalle tensioni tra CONI e FIGC. Al centro dello scontro c’è la questione del possibile commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio per il mancato tesseramento di Giovanni Malagò, tema che ha assunto connotati sempre più politici nelle ultime settimane.
