Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Ciclismo»Tour de France, Armstrong contro i controlli notturni: “Con Messi non sarebbe successo”
    Ciclismo

    Tour de France, Armstrong contro i controlli notturni: “Con Messi non sarebbe successo”

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti20 Luglio 2026 17:00Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Lance Amstrong in bicicleta
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Il Tour de France 2026 torna a fare discutere per le modalità con cui vengono condotti i controlli antidoping, dopo quanto accaduto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio. Protagonisti involontari dell’episodio sono stati Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, rispettivamente primo e secondo in classifica generale in quel momento, entrambi svegliati nel cuore della notte dagli ispettori antidoping: il danese alle 2, lo sloveno addirittura alle 5 del mattino, con tutte le conseguenze del caso sul fronte del riposo in piena corsa a tappe.

    A intervenire sulla vicenda è stato Lance Armstrong, figura che nel ciclismo porta ancora il peso della propria storia personale legata al doping, ma che questa volta ha scelto di spostare il discorso su un piano diverso da quello strettamente sportivo. Lo statunitense ha chiarito che nessuno è contrario ai controlli in sé, ma che la questione qui riguarda altro, arrivando a definire i controlli condotti in piena notte una questione che tocca quasi i diritti fondamentali della persona, un episodio che lo ha lasciato sorpreso e che, a suo dire, dimostra quanto il ciclismo tolleri pratiche che altrove non sarebbero accettate.

    Nel corso della sua produzione The Move, poi, ha rincarato la dose sottolineando come il Tour de France sia la corsa più dura al mondo, motivo per cui il riposo dei corridori dovrebbe essere tutelato con maggiore attenzione, e ha aggiunto scetticismo sui reali benefici che l’UCI potrà trarre da questa vicenda in termini di immagine.

    @lancearmstrong

    This is what makes the Tour de France so difficult. #lancearmstrong #tourdefrance #procycling #cycling #athlete

    ♬ original sound – Lance Armstrong

    L’ex ciclista texano, inoltre, si è detto d’accordo con quanto sostenuto da Pogačar, che aveva ipotizzato un possibile collegamento tra la caduta di Vingegaard e il controllo subito dal danese proprio la notte precedente. Ed è qui che Armstrong ha costruito il paragone più incisivo, scegliendo un riferimento particolarmente attuale: quello stesso weekend, infatti, si giocava anche la finalissima del Mondiale di calcio tra Argentina e Spagna.

    Lo statunitense si è chiesto provocatoriamente cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse presentato a bussare alla porta della camera d’albergo di Lionel Messi alle due di notte, nell’imminenza di un appuntamento così importante: la risposta, secondo Armstrong, sarebbe stata un netto rifiuto, perché in nessun’altra disciplina sportiva certe pratiche verrebbero tollerate come invece accade nel ciclismo.

    Le parole di Armstrong si aggiungono, così, al coro di critiche che, nelle ultime ore, ha accompagnato la gestione dei controlli notturni al Tour, riaprendo il dibattito su come conciliare l’esigenza di controlli rigorosi e imprevedibili con il rispetto del riposo degli atleti durante una delle corse più massacranti del calendario ciclistico mondiale.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Tiziana Morganti
    • Facebook
    • Instagram

    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

    Articoli recenti
    • Perché gli scacchi sono considerati uno sport (anche se non sono alle Olimpiadi)?
    • Perché le palline da tennis sono gialle? La risposta ha a che fare con la televisione
    • Chi ha inventato il recupero nel calcio? Tutto iniziò con un pallone sparito nel 1891
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.