Donald Trump lo ha rifatto. Dopo aver consegnato la Coppa del Mondo alla Spagna, il presidente americano è rimasto sul palco anche durante la foto ufficiale dei campioni, costringendo Gianni Infantino a intervenire per convincerlo a spostarsi. Un sospetto avrebbero dovuto averlo dalle parti del MetLife Stadium soprattutto ripensando alla finale del Mondiale per club vinta dal Chelsea.
Anche in quel caso, il presidente americano non lasciò il palco della premiazione, finendo a fare le foto con la squadra di Londra. La storia si è ripetuta, così dopo aver consegnato insieme a Gianni Infantino la Coppa del Mondo al capitano della Spagna Rodri, è rimasto sul palco durante la foto ufficiale della squadra campione, creando una situazione inattesa che ha richiesto l’intervento dello stesso presidente della Fifa.
Prima della cerimonia di premiazione, Trump aveva attraversato il campo insieme a Infantino accompagnato da una serie di fischi provenienti dal pubblico. I due hanno poi portato il trofeo verso la squadra spagnola per la consegna ufficiale. Nella tribuna d’onore del MetLife erano presenti anche la first lady Melania Trump, la presidentessa messicana Claudia Sheinbaum e il primo ministro canadese Mark Carney, insieme al re Felipe VI e al presidente spagnolo Pedro Sanchez, uno dei pochi leader europei a contrastare apertamente le politiche di Trump.
Il momento più delicato è arrivato dopo la consegna della Coppa. Mentre Rodri riceveva il trofeo e la squadra spagnola si preparava per la foto ufficiale dei campioni, Trump è rimasto accanto ai giocatori sul palco. I calciatori spagnoli hanno cominciato a reclamare una foto solo per loro, creando una situazione di evidente disagio. Infantino ha dovuto chiedere con un filo di imbarazzo al presidente americano di spostarsi dall’inquadratura.
A quel punto, perfino l’uomo più potente della Terra ha fatto un passo in là, lasciando finalmente il palco ai veri protagonisti della serata. Le immagini mostrano Infantino rivolto verso Trump mentre cerca di gestire la situazione, con i giocatori spagnoli in attesa di celebrare il loro secondo titolo mondiale nella storia.
Durante le ore precedenti la finale, nel palco presidenziale era comparso anche Ronaldo, campione del mondo nel 1994 e nel 2002, che per un attimo ha passato la Coppa a Trump. Il presidente americano l’ha accarezzata con evidente soddisfazione, nonostante per regolamento solo il presidente Fifa o giocatori, staff e presidenti dei Paesi vincitori potrebbero tenere in mano il trofeo. Infantino aveva già dichiarato alla Casa Bianca che per un vincente come Donald si poteva fare un’eccezione.
La stretta di mano tra Trump e Pedro Sanchez era tra le più attese della giornata, rappresentando l’incontro tra due leader con visioni politiche opposte. Mancava invece il presidente argentino Javier Milei, noto sostenitore delle politiche trumpiane che non si è presentato per motivi scaramantici (evidentemente, fallendo).
Questo episodio ha rappresentato il momento culminante di un Mondiale segnato dall’intreccio tra sport e potere come mai prima d’ora. Il torneo si è caratterizzato per diversi elementi controversi: il formato stiracchiato oltre ogni logica, i prezzi proibitivi per assistere alle partite. E poi il caso più discusso, quello di Belogun, il centravanti degli USA squalificato e messo in campo contro il Belgio grazie a una telefonata di Trump.
E tra due anni ci saranno le Olimpiadi di Los Angeles.
