La nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana ha scatenato una tempesta di polemiche tra i presidenti della Serie A che non hanno mai fatto mistero di volere Antonio Conte sulla panchina azzurra. In particolare, hanno contestato aspramente il metodo utilizzato dal presidente della FIGC Giovanni Malagò per arrivare a questa decisione. “È stato il trionfo della romanità e del circolo Aniene” è una delle frasi che ha iniziato a rimbalzare negli ambienti calcistici, con qualcuno che ha ironizzato dicendo “Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord“. Ma cosa vuol dire esattamente? Roma Nord è la parte più ricca della capitale e rappresenta tutto ciò che è esclusivo; come i tanti circoli sportivi frequentati da Malagò e Mancini.
In questo caso, l’esclusività si tradurrebbe in una volontà di fare una scelta importante, come quella del nuovo CT, senza ascoltare altri pareri, ma sull’onda di un decisionismo fortissimo.
Il malcontento dei club di Serie A non riguarda tanto il profilo tecnico di Mancini, considerato affidabile, quanto piuttosto l’assenza totale di coinvolgimento nel processo decisionale. I presidenti delle società avevano sostenuto attivamente la candidatura di Malagò alla guida della Federazione, lavorando per garantirgli il consenso necessario contro Giancarlo Abete. In cambio, si aspettavano di essere consultati su una scelta strategica destinata a influenzare il calcio azzurro per i prossimi quattro anni.
Secondo la ricostruzione emersa, Malagò avrebbe deciso di puntare su Mancini sin dal 22 giugno, giorno della sua incoronazione a presidente FIGC, ma avrebbe tenuto le componenti federali completamente all’oscuro delle sue intenzioni. Anche durante il vertice preparatorio di lunedì sera, alla vigilia del Consiglio federale, nessun nome era uscito dalla sua bocca, lasciando tutti nell’incertezza.

Il disappunto è amplificato dal fatto che molti presidenti avevano individuato in Antonio Conte il profilo ideale per il rilancio dell’Italia. Non solo: i club si erano dichiarati disponibili a contribuire economicamente a parte dell’ingaggio dell’ex allenatore di Juventus, Chelsea e Inter, pur di garantire alla Nazionale un tecnico considerato vincente. Invece, si sono trovati a essere spettatori passivi della decisione di richiamare Mancini, che aveva lasciato la panchina azzurra per trasferirsi in Arabia Saudita inseguendo un contratto milionario.
Durante il Consiglio federale, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli ha espresso apertamente le proprie perplessità, facendo notare che, pur essendo prerogativa del presidente federale nominare il commissario tecnico, resta diritto dei consiglieri fornire suggerimenti e partecipare alle decisioni più importanti. Nonostante le tensioni, la Lega Serie A ha scelto la strada della responsabilità istituzionale, diffondendo una nota ufficiale nella quale ha augurato buon lavoro a Mancini e al direttore tecnico Claudio Ranieri.
Tuttavia, il clima resta teso. E a complicare ulteriormente la situazione contribuisce il fascicolo aperto dalla Procura federale, su segnalazione della Procura del CONI, per verificare la regolarità della documentazione presentata da Malagò in occasione della candidatura alla presidenza FIGC. Secondo l’articolo 29 dello statuto federale, è necessario essere tesserati alla Federcalcio prima di presentare formale candidatura, e gli inquirenti vogliono accertare che questa condizione sia stata rispettata.
Insomma, la Nazionale di Roma Nord sarà anche una battuta ironica, ma dietro si nascondono molti contrasti.
