Oggi la Grande Boucle riposa, ma se il Tour de France 2026 è ormai nelle mani di Tadej Pogačar, ci sono state svariate polemiche nelle scorse ore a causa dei controllo antidoping notturni, avvenuti nella notte tra sabato 18 e domenica 19 alla vigilia di una tappa molto impegnativa. I primi due corridori della classifica generale, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, sono stati svegliati nel cuore della notte per sottoporsi ai prelievi.
Secondo le ricostruzioni della stampa francese e internazionale, Vingegaard sarebbe stato raggiunto dagli ispettori intorno alle due del mattino, mentre Pogačar verso le cinque. Entrambi hanno dovuto interrompere il sonno per le procedure di controllo, scatenando durissime reazioni da parte dei corridori e delle squadre.
Lo sloveno Pogačar, leader della corsa con la maglia gialla, non ha contestato il principio dei controlli antidoping, riconoscendo la necessità di verifiche rigorose e imprevedibili. Ha però criticato apertamente l’orario scelto, spiegando che l’interruzione gli avrebbe consentito di dormire soltanto quattro ore.
Tra le reazioni più dure è arrivata quella di Remco Evenepoel, vincitore proprio della tappa 15. Il corridore belga ha definito i controlli notturni disumani e irrispettosi, sottolineando come gli atleti debbano affrontare discese e finali di tappa ad altissima velocità. Secondo Evenepoel, interrompere il sonno nel pieno della notte significa mettere a rischio il recupero fisico e la lucidità mentale dei corridori. Il belga ha dichiarato che si tratta di qualcosa che i corridori non dovrebbero accettare e ha invocato un intervento della CPA, l’associazione internazionale che rappresenta il gruppo professionistico.
La vicenda ha assunto un peso ancora maggiore dopo la successiva caduta di Jonas Vingegaard durante la tappa, che lo ha costretto al ritiro dal Tour per la frattura della clavicola. Il danese, vincitore del Tour nel 2022 e 2023 e considerato l’unico vero rivale di Pogačar, stava affrontando una curva stretta a destra in uscita da una rotatoria quando la ruota anteriore è scivolata, facendolo atterrare sulla spalla. L’effetto a catena ha causato la caduta di altri tre corridori su alcuni spettatori, con Isaac del Toro che è finito addosso a una donna seduta con le stampelle.
Pogačar ha ipotizzato che la notte agitata possa avere influito sulla concentrazione del rivale, dichiarando che il Tour non sarà più lo stesso senza di lui e aggiungendo che una notte di sonno rovinato può rendere un corridore meno concentrato in discesa. È tuttavia necessario mantenere grande prudenza: non esiste alcuna prova che consenta di stabilire un rapporto diretto tra il controllo antidoping e l’incidente. La mancanza di sonno può incidere sulla lucidità e sui tempi di reazione, ma la caduta è avvenuta in una situazione di gara complessa, in prossimità di un restringimento e con più corridori coinvolti.
Secondo Pogačar si è trattato di un epilogo devastante per un corridore che era arrivato a questa edizione nella sua forma migliore dal grave incidente del 2024, in cui aveva riportato lesioni polmonari e diverse fratture ossee.

Ma cosa stabiliscono le regole antidoping? Le norme internazionali offrono una risposta più articolata rispetto alle posizioni contrapposte. Lo standard WADA dedicato ai controlli e alle investigazioni stabilisce che, come regola generale, i test debbano essere effettuati tra le sei del mattino e le ventitré. Questo significa che la fascia notturna non è considerata ordinaria, ma non è completamente protetta o esclusa dai controlli.
L’International Testing Agency, che ha effettuato i controlli e che è l’organismo indipendente incaricato dall’UCI della pianificazione dei test, ha dichiarato alla BBC Sport di essere consapevole che i test notturni possano disturbare il riposo e il recupero dei corridori. Per questo è stata prestata la dovuta considerazione per minimizzare quanto possibile l’impatto delle attività di controllo sui ciclisti. Tuttavia, l’ITA ha la responsabilità di garantire l’efficacia del programma antidoping del ciclismo e l’integrità delle corse ciclistiche per conto dell’UCI. Di conseguenza, in circostanze limitate e giustificate, i test efficaci devono poter avvenire al di fuori dell’orario diurno standard.
Naturalmente, essere sottoposti a un controllo a sorpresa, anche in un orario insolito, non significa automaticamente essere sospettati di doping. La selezione degli atleti può dipendere dalla posizione in classifica, dalle prestazioni, dal programma di controllo, dai dati del passaporto biologico, da informazioni investigative oppure da criteri casuali e strategici.
