Novella Calligaris, leggenda del nuoto italiano e prima atleta azzurra a conquistare medaglie olimpiche, si racconta senza filtri nel libro “Pulce – La mia vita tra le onde”, pubblicato dalla casa editrice La nave di Teseo nella Collana le Polene. Un’autobiografia di 224 pagine che va oltre le vittorie sportive per svelare la donna dietro la campionessa: le battaglie contro l’anoressia, gli amori dannati, la depressione e infine la rinascita.
Il volume, disponibile su tutte le principali piattaforme come Amazon, ripercorre non solo la straordinaria parabola sportiva di Calligaris ma anche il coraggio di una donna che ha affrontato i propri demoni interiori con la stessa determinazione mostrata in vasca.
“L’ho fatto per due motivi“, spiega Novella Calligaris parlando della decisione di mettersi a nudo nel libro. “Il primo è che tutto ciò che ho superato possa essere di aiuto ad altre persone. C’è speranza per chi è colpita, o colpito, dalla malattia del cibo e dai problemi amorosi. Fondamentale è capire che non siamo crocerossine e non abbiamo superpoteri“.
Il rapporto con il padre emerge come elemento chiave nella vita emotiva di Calligaris. “Un errore”, ammette oggi. “Perché nessuno poteva restituirmi quell’amore, né occupare il posto che ha occupato mio papà. Lui era irripetibile: era il mio porto sicuro, quello che oggi ritrovo in Renzo, il mio compagno“. Un messaggio potente per le donne sempre più vittime di violenza: “Io ho subito violenza psicologica, mai fisica. All’epoca pensavo ‘ce la farò’… invece non è così. Non entri nella testa dell’altro“.
Il lavoro interiore è stato fondamentale per raggiungere la serenità attuale. “Quando sorrido mi dicono che sono solare, ma quanto ho lavorato per quella luce e quanto ancora sto lavorando dentro e fuori me stessa per non perderla“, confessa Calligaris.
Scrivere il libro non è stata “una passeggiata, ma un lavoro introspettivo, un bilancio della mia vita che mi ha portato a ripercorrere periodi bellissimi e cadute dolorose, tante gioie e altrettante ferite“. Un’autoanalisi necessaria per fare pace con se stessa, con un bilancio finale positivo: “Nessun rimpianto, ho fatto quello che volevo“.
Sul piano sportivo, Novella Calligaris ha scritto pagine indelebili della storia olimpica italiana. Ai Giochi di Monaco 1972 conquistò tre medaglie, un primato femminile rimasto imbattuto per oltre trent’anni. Prima nuotatrice italiana sul podio olimpico, divenne poi campionessa del mondo e detentrice del record mondiale a Belgrado 1973, vincendo oltre settanta titoli italiani.
Tra i ricordi più intensi c’è l’appuntamento con Mark Spitz, la stella americana del nuoto, fissato proprio nel giorno dell’attentato di Settembre Nero che insanguinò le Olimpiadi di Monaco. Un evento che segnò per sempre quei Giochi e cambiò la sicurezza olimpica, come ricorda Calligaris che ha partecipato a venti Olimpiadi come giornalista sportiva, da Messico 1968 a Milano-Cortina nel febbraio scorso.
Come giornalista e testimone privilegiata dello sport italiano, Calligaris ha vissuto con emozione i successi delle sue eredi. L’argento di Federica Pellegrini a sedici anni ad Atene 2004 fu “il podio femminile che aspettavo dal 1972, dopo le mie medaglie di Monaco. Mi ha fatto rivivere emozioni grandissime. L’abbracciai e la ringraziai. Poteva essere mia figlia e, in fondo, come nuotatrice, un po’ la sentivo tale“.
Su Sara Curtis, giovane promessa del nuoto italiano, Calligaris non ha dubbi: “È straordinaria. Talento puro e grande coraggio di lasciare il nido e volare oltre Oceano per confrontarsi con i velocisti più forti, senza trascurare gli studi. Un esempio straordinario per i giovani“.
