Gaia De Rossi, la figlia 21enne di Daniele De Rossi, ha chiesto formalmente di essere adottata da Sarah Felberbaum, l’attuale moglie di suo padre, con la quale vive da undici anni. La richiesta, presentata alla prima sezione collegiale del Tribunale di Roma, ha dato vita a uno scontro legale che vede contrapposte la volontà della giovane e l’opposizione della madre biologica, Tamara Pisnoli.
Gaia, che si è da poco trasferita a New York per studiare, ha sempre vissuto insieme al padre e a Sarah, sposati dal 2015, considerando l’attrice di origini londinesi come la sua vera figura materna. La ragazza intende dare riconoscimento giuridico a un legame affettivo profondo, consolidatosi nel corso degli anni insieme ai fratelli Olivia e Noah, i due figli avuti da De Rossi e Felberbaum, oggi rispettivamente di 12 e 10 anni.
La richiesta di adozione non è nata da un impulso improvviso. Come ha spiegato la stessa Sarah Felberbaum in un’intervista al settimanale F: “Me lo ha chiesto Gaia e ho accettato. Le procedure di legge, però, vogliono che sia l’adottante a presentare la richiesta“. Un affetto reciproco che l’attrice ha raccontato anche sui social. Lo scorso 16 luglio, aveva dedicato alla ragazza parole di profonda stima: “A te che negli anni sei diventata la mia persona. A tutto quello che mi hai insegnato. Alla donna che, anche grazie a te, sono diventata. Guardarti crescere è un privilegio“.
All’udienza odierna, Sarah Felberbaum si è presentata assistita dall’avvocato Antonio Conte, lo stesso legale che difende Francesco Totti nella causa di separazione da Ilary Blasi. Presente anche Gaia, che ha spiegato ai giudici le ragioni della sua scelta e il solido rapporto costruito negli anni con l’attrice. Assente invece Daniele De Rossi, impegnato con il Genoa in un’amichevole a Bucarest, ma che in queste settimane ha vissuto la vicenda con grande partecipazione.

La madre biologica Tamara Pisnoli, ex modella 43enne sposata con De Rossi dal 2006 al 2009, si è costituita in giudizio tramite l’avvocato Simone Ciccotti. L’ex moglie dell’allenatore del Genoa si dice affranta e addolorata per la decisione della sua unica figlia e ha deciso di non concedere il proprio consenso all’adozione, chiedendo che “venga rispettato il suo ruolo di madre“. Pur ammettendo di aver commesso degli errori, la donna ha manifestato pubblicamente il suo dolore per questa situazione.
Il rapporto tra Gaia e la Pisnoli si è progressivamente deteriorato negli ultimi anni. I contatti tra madre e figlia sarebbero ormai ridotti a sporadiche telefonate, una situazione aggravata anche dai problemi giudiziari della donna. Il 25 febbraio 2023, Tamara Pisnoli è stata condannata a sette anni e due mesi di carcere per tentata estorsione, rapina e lesioni.
I fatti risalgono al 2013, quando l’ex moglie di De Rossi, insieme ad altre due persone, avrebbe preteso 200 mila euro da un imprenditore del settore fotovoltaico, Antonello Ieffi, a cui aveva precedentemente versato circa 80 mila euro per l’acquisto di una licenza per un impianto di fotovoltaico. L’imprenditore fu picchiato per circa 30 minuti e poi abbandonato su un marciapiede. La Pisnoli si è sempre descritta come vittima di una truffa, dichiarando di non aver mai ordinato a nessuno di picchiare Ieffi e definendo la condanna eccessivamente severa.
A seguito del divorzio tra De Rossi e la Pisnoli, Gaia è stata affidata al padre, che nel 2015 si è risposato con Sarah Felberbaum. La ragazza ha quindi trascorso gli anni della sua formazione con la nuova famiglia, sviluppando un legame che ora vuole ufficializzare legalmente.
Se il Tribunale civile di Roma dovesse accogliere il ricorso presentato da Sarah Felberbaum, Gaia potrebbe decidere di acquisire anche il cognome dell’attrice e otterrebbe i diritti sulla successione. Tuttavia, l’obiettivo prioritario della giovane, come emerge dagli atti, non è di natura patrimoniale ma affettiva: coronare un legame con la persona che considera a tutti gli effetti la sua vera figura materna.
Trattandosi di una richiesta avanzata da una persona maggiorenne, la volontà di Gaia avrà un peso determinante nella decisione dei giudici. A differenza delle cause che coinvolgono minori, dove prevale la tutela del minore e la valutazione delle condizioni familiari, in questo caso la scelta consapevole di una 21enne rappresenta un elemento fondamentale per l’esito del procedimento.
