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    Home»Calcio»Velasco ct della Nazionale? Cremonini spiazza tutti: il sogno segreto del cantautore bolognese
    Calcio

    Velasco ct della Nazionale? Cremonini spiazza tutti: il sogno segreto del cantautore bolognese

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti4 Agosto 2026 16:00Updated:4 Agosto 2026 18:01Nessun commento2 Mins Read
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    Cesare Cremonini grande tifoso del Bologna
    Cesare Cremonini grande tifoso del Bologna - Instagram
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    Cesare Cremonini torna a parlare di calcio, e lo fa nel modo più bolognese possibile: mescolando musica, memoria e passione rossoblù. In una nuova intervista il cantautore ha ripercorso il suo legame con il Bologna, dai pomeriggi sul terrazzo dello zio vicino al Dall’Ara fino ai pranzi con Roberto Baggio, ma è quando il discorso scivola sulla Nazionale che arriva la dichiarazione destinata a far discutere.

    Interpellato sul recente ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra, Cremonini si è mostrato cauto ma aperto: si augura che il ct possa fare bene per il movimento italiano. Poi, però, il vero pensiero: secondo l’artista non serve più cercare un allenatore “vincente” nel senso tradizionale del termine. Serve piuttosto qualcuno capace di rivoluzionare un sistema che considera ormai logoro, una persona che sappia leggere la direzione in cui sta andando il mondo del calcio e non solo inseguire i risultati immediati.

    @francesco.livo2

    ORGOGLIO DI BOLOGNA, Cesare Cremonini ❤️💙 🎥: #Cremonini #BolognaFC #championsleague #perte #fyp

    ♬ suono originale – francescolivorti

    Ed è qui che spunta il nome che ha fatto il giro dei social: Julio Velasco. Il leggendario ct della pallavolo italiana, tornato alla ribalta per i successi della nazionale di volley, diventa nel sogno di Cremonini il profilo ideale per guidare gli azzurri del calcio. Un’idea provocatoria ma non isolata: negli ultimi anni il nome di Velasco è tornato più volte nel dibattito sportivo italiano come simbolo di una leadership diversa, fatta di metodo, visione e capacità di costruire gruppo, più che di un curriculum specifico nella disciplina.

    Il resto dell’intervista è un lungo viaggio nella bolognesità di Cremonini. L’artista ha raccontato il debutto allo stadio nel 1988, a otto anni, in una partita vinta 3-0 con doppietta di Marronaro, capocannoniere di quella stagione. Ha ricordato come attorno al Bologna si sia costruita negli anni una vera e propria colonna sonora del tifo, con nomi come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni e Andrea Mingardi a testimoniare un legame profondo tra la città, la sua musica e la squadra.

    Non manca il capitolo dedicato a Sinisa Mihajlovic, altra figura che ha segnato profondamente il rapporto tra il cantautore e i colori rossoblù, insieme al ricordo dell’addio di Baggio, vissuto da Cremonini quasi come la fine di un’epoca personale, la chiusura definitiva della sua adolescenza calcistica.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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