Il semaforo si spegne, i motori salgono di giri e cinque monoposto si lanciano sul circuito di Imola. C’è però un dettaglio che cambia completamente la scena: nell’abitacolo non c’è nessuno. Oggi alle 18.30, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari diventa il laboratorio della velocità del futuro con il debutto europeo della Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL), la competizione nella quale sono algoritmi e intelligenza artificiale a gestire le vetture a oltre 250 km/h.
Non è una simulazione e non è un semplice test in solitaria. Cinque Dallara Super Formula SF23 completamente autonome si sfidano sul tracciato del Santerno, affrontando frenate, accelerazioni, traiettorie, sorpassi e difese senza alcun pilota al volante. Dopo le prime esperienze ad Abu Dhabi, A2RL porta per la prima volta la propria gara fuori dagli Emirati e sceglie proprio Imola per mettere alla prova i limiti della tecnologia.
Ed è una scelta tutt’altro che casuale. Il circuito italiano, con le sue curve e i margini di errore ridotti, lascia poco spazio alle sbavature. Per le monoposto autonome la sfida non consiste soltanto nel girare velocemente, ma nel competere ruota a ruota senza perdere il controllo della situazione, calcolando in frazioni di secondo quando frenare, quale traiettoria scegliere e quando attaccare.
A rendere ancora più interessante l’esperimento c’è il risultato delle qualifiche. La prima fila parla italiano: Unimore Racing, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha conquistato la pole position in 1’37”314, precedendo PoliMOVE del Politecnico di Milano, secondo in 1’38”398. I due team universitari italiani hanno quindi messo alle spalle tutte le squadre straniere.
Un risultato che racconta anche il legame tra questa sfida futuristica e una terra che di automobili se ne intende da generazioni. La vettura utilizzata è infatti una Dallara, costruita a Varano de’ Melegari, mentre buona parte delle competenze necessarie al progetto arrivano proprio dall’ecosistema italiano della Motor Valley.

Ma dietro lo spettacolo c’è un obiettivo molto più grande della classifica. A2RL nasce come una technology challenge: ciò che viene imparato in pista può essere trasferito alla mobilità quotidiana, alla logistica e all’agritech, settori nei quali la guida autonoma potrebbe avere applicazioni concrete. Il progetto vale 50 milioni di euro iniziali, più altri 20 milioni per ogni stagione, con l’ambizione di trasformare la competizione in un appuntamento internazionale entro il 2028.
La pista, insomma, diventa un banco di prova estremo per una tecnologia che punta anche a migliorare la sicurezza stradale. E proprio questa è la scommessa più importante: capire se le capacità di percezione e reazione sviluppate a 250 km/h possono un giorno contribuire a ridurre gli errori umani sulla strada.
Per ora, però, basta guardare Imola. Cinque monoposto entreranno in pista, il pubblico vedrà le auto correre e nessuno siederà al volante. A decidere tutto saranno i computer. Il futuro della guida, per una sera, passa dal cuore della Motor Valley.
