Carlos Alcaraz agli US Open non sta lasciando nulla al caso. Nemmeno la maglia. Il campione spagnolo ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale battendo Wu Yibing 6-3, 6-4, 6-1, ma a New York c’è un dettaglio che ha inevitabilmente attirato l’attenzione più del solito: Alcaraz è sceso in campo con due maglie una sopra l’altra.
Una scelta apparentemente curiosa, diventata ancora più curiosa quando è arrivata la spiegazione dello stesso tennista. Nessun messaggio particolare, nessuna trovata pubblicitaria e nemmeno una ragione tattica. Semplicemente, la prima maglia lasciava scoperto un po’ troppo. “Ero troppo scollato, mostravo troppo i capezzoli. Credevo fosse opportuno coprirli un po’“, ha raccontato Alcaraz con la naturalezza che rende la storia ancora più surreale.
Insomma, mentre il numero uno del tennis mondiale pensa a come arrivare fino in fondo a Flushing Meadows, c’è anche un problema molto più terra-terra da risolvere: tenere i capezzoli al loro posto, o almeno fuori dall’inquadratura.
E la stranezza del look non finisce qui. Sulla canotta compare infatti anche un particolare disegno con arco e freccia. Anche in questo caso Alcaraz ha smontato qualsiasi interpretazione troppo sofisticata. “Mio fratello mi ha chiesto di scegliere tra arco o ballare e ho scelto“, ha spiegato lo spagnolo. Una decisione familiare, insomma, più che una dichiarazione di intenti.
Molto più seria, invece, la questione legata alle sue condizioni fisiche. Dopo quattro mesi senza competere, Alcaraz aveva più di un dubbio sulla risposta del proprio corpo al ritorno in campo. Le prime partite di New York hanno però cancellato gran parte delle perplessità. “Dopo quattro mesi senza competere non ero sicuro di come avrebbe reagito il mio corpo. Sono sorpreso da come mi sento e da come recupero dopo ogni partita“, ha ammesso.
Ora arriva Tommy Paul, avversario degli ottavi e test decisamente più impegnativo. Alcaraz sa bene che servirà alzare ulteriormente il livello: “È un giocatore davvero talentuoso, difficile da affrontare. Dovrò essere al 100% se voglio farcela“.
