Monza, domenica 6 settembre 2026. Il rosso è ovunque. Sulle tribune, sulle bandiere, nei cappellini, nelle magliette, nelle parrucche. È il colore della Ferrari, quello che da sempre domina il Tempio della Velocità. Eppure, questa volta, quel mare rosso ha scelto di festeggiare una Mercedes. È stato il giorno di Kimi Antonelli, il ragazzo bolognese che a soli vent’anni ha conquistato il Gran Premio d’Italia con un’impresa destinata a rimanere nella storia. Partito dalla 19.ma posizione, il pilota italiano ha rimontato fino alla vittoria, sorpasso dopo sorpasso, trasformando una domenica che sembrava compromessa in una festa collettiva.
Ma la sua vera impresa, forse, è stata un’altra: conquistare il cuore di Monza senza guidare una Ferrari. Quelli erano applausi per un ragazzo italiano alla sua seconda stagione in Formula 1. E quando Kimi ha conquistato la testa della gara con il decisivo sorpasso su George Russell, la passione è diventata pura euforia.
Poi il podio. Antonelli con il tricolore sulle spalle, gli occhi lucidi e la coppa “Fragile” tra le mani. E sotto di lui, un’intera Monza che intonava “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri.
Migliaia di tifosi Ferrari, vestiti di rosso, a cantare per un pilota Mercedes. Kimi è rimasto lì, immerso in quel rumore e in quell’affetto, quasi senza voler scendere dal gradino più alto. Una scena che racconta meglio di qualsiasi numero quanto questa vittoria abbia significato per il pubblico italiano.
La giornata, del resto, era cominciata nel modo peggiore per la Ferrari. Charles Leclerc è finito contro le barriere a 230 km/h, uscendo fortunatamente illeso dall’incidente. Lewis Hamilton ha chiuso al nono posto.
Ma mentre le Rosse vivevano una domenica difficile, Antonelli diventava il nuovo motivo per emozionarsi. E tra gli abbracci più belli della giornata ce n’è stato uno speciale, quello con i ragazzi di PizzAut.
Il team guidato da Nico Acampora aveva creduto in Kimi prima della gara, dedicandogli persino una pizza speciale. “Non preoccuparti, gli ultimi saranno i primi“, gli aveva detto Acampora.
Poche ore dopo, quella frase sembrava scritta apposta per lui. Antonelli ha voluto condividere la festa con loro, abbracciando Letizia e tutto il gruppo. Un altro pezzo di una domenica nella quale sport, emozione e inclusione si sono incrociati sulla stessa pista. Ora i tifosi della Rossa di Maranello sognano che Kimi possa arrivare nel box giusto. Difficile, non impossibile. Certo, ora la Ferrari deve essere all’altezza di questo ragazzo.
