Sono ore di apprensione ma anche di riflessione quelle che seguono il malore accusato da Rosen Bozhinov durante Juve Stabia-Pisa, sfida della terza giornata di Serie B disputata domenica alle 15:00 a Castellammare di Stabia. Il difensore bulgaro dei toscani è crollato a terra al 40′ del primo tempo, colpito da una crisi di disidratazione mentre la partita era in corso. L’intervento tempestivo dei compagni, dell’arbitro e dello staff medico ha permesso il trasporto immediato in ospedale, dove le sue condizioni sono progressivamente migliorate. La gara, sospesa per diversi minuti, è poi ripresa regolarmente, con i giocatori del Pisa che hanno voluto dedicare la vittoria finale proprio al compagno rimasto ricoverato e impossibilitato a tornare a casa con la squadra.
Nelle ore successive è stato lo stesso Bozhinov a rompere il silenzio, affidando a un messaggio pubblicato sui social un pensiero rivolto ai tanti che si sono preoccupati per lui. Il difensore ha spiegato di essere sceso in campo con la consueta grinta, prima che il corpo gli imponesse uno stop improvviso. Ha voluto rassicurare tutti sulle proprie condizioni di salute, ringraziando compagni di squadra, staff tecnico e medico, familiari e tifosi per il calore ricevuto in un momento tanto delicato. Nel messaggio, il giocatore ha ribadito la propria determinazione a recuperare al più presto e a tornare in campo più forte di prima, pur senza sbilanciarsi sui tempi di recupero.
L’episodio ha però riacceso un dibattito che va ben oltre il singolo caso. A intervenire con toni durissimi è stato il professor Matteo Bassetti, noto infettivologo e divulgatore scientifico, che sui social ha puntato il dito contro l’abitudine di disputare partite di calcio nelle prime ore del pomeriggio nonostante le temperature ancora elevate di inizio settembre. Secondo Bassetti, non si può continuare ad attendere che un giocatore stia male per rendersi conto che certe scelte organizzative comportano rischi concreti per la salute. Il medico ha sottolineato come un calciatore, esposto per novanta minuti a sforzi fisici intensi sotto il sole cocente, non possa essere trattato come una macchina, e ha esteso la preoccupazione anche ad arbitri, allenatori, staff e ai tanti spettatori costretti a lunghe ore di esposizione al caldo sugli spalti.
Bassetti ha poi invitato a superare la vecchia retorica secondo cui “si è sempre giocato alle 15”, ricordando come il clima sia profondamente cambiato negli ultimi anni e come anche le regole del calcio debbano necessariamente adeguarsi a questa nuova realtà. Per l’infettivologo, i medici sportivi non dovrebbero limitarsi a intervenire quando un giocatore crolla, ma dovrebbero avere un ruolo attivo nella definizione degli orari delle partite, prima ancora che queste abbiano inizio. Spostare un match alle 18, alle 20 o in serata, ha concluso, non comprometterebbe in alcun modo lo spettacolo del calcio, mentre un malore grave potrebbe avere conseguenze irreversibili.
